mercoledì 24 settembre 2014

#COMITES: vanno chiusi e basta!

Nella Campagna elettorale delle Politiche del 2013 se n’era discusso ed erano arrivate delle dettagliate segnalazioni su sprechi e clientele.

Su Comites e Cgie una nostra fonte autorevolissima aveva riassunto dicendo che “non servono e i posti vanno sempre ad un paio di vecchi volti noti”.

Inoltre un elettore che s’era trovato a svolgere alcune funzioni per un COMITES ci scrisse:
“Nello svolgimento della mia funzione XXXX ne ho viste veramente di tutti i colori in termini di spese inutili e/o gonfiate con maggiorazioni rispetto al costo normale di mercato: cancelleria, stampa materiale pubblicitario, inserzioni a pagamento, acquisto di laptop, acquisto di una cassaforte per conservare documenti!!!, spese di viaggio, vitto e alloggio del Presidente per riunioni del cosiddetto Intercomites - cioè l'incontro dei Presidenti dei vari Comites in una nazione - e addirittura una polizza assicurativa per la responsabilità civile dei membri del Comites!!!

Ho notato anche l'inutilià della maggioranza degli eventi pubblici organizzati, decisi appositamente secondo gli interessi privati e di lavoro dei membri del Comites stessi (es. incontri sul tema ristorazione - vedi consiglieri ristoratori - oppure sul tema "presentazione di studi sull'emigrazione itlaiana in Germania" (vedi professione svolta quale docente di sociologia specializzata nel tema dell'emigrazione di una consigliera). A tali eventi i relatori o sono stati direttamente i consiglieri oppure qualche loro amico o partner d'affari che in tal modo ha ottenuto spazio e pubblicità gratis.
Circa quattro anni fa proposi io stesso tre argomenti su cui organizzare un incontro con gli italiani (a tale proposito le invierò tra pochi minuti un'apposita mail). La risposta è stata che non vi era secondo loro interesse sufficiente tra i connazionali. Secondo me il motivo era che loro consiglieri non avevano nulla da guadagnarci personalmente o per gli interessi lavorativi o economici gestiti da loro o dal loro entourage di amici, parenti e parnter d'affari.


Inizialmente presentai qualche riserva e perplessità sulla legittimità di alcune voci di spesa, ma mi fecero capire subito che occorreva comportarsi come in passato, cioè firmare i bilanci senza fare troppe osservazioni sulla "natura" delle spese, preoccupandosi più che altro della correttezza matematica di addizioni e sottrazioni. Presentai alla Presidente e ai consiglieri le mie dimissioni. La Presidente, a nome dei soci, mi pregò di ritirare le dimissioni e di rimanere in carica fino al decreto di indizione delle successive elezioni del Comites e io più che altro per compassione accettai. Preciso, come potrà verificare in merito, che tutti i Comites all'estero, il cui ultimo mandato quinquennale è scaduto nel 2009, sono  ancora in carico in quanto gli ultimi governi hanno continuamente rinviato sine die l'indizione di nuove elezioni Comites per questioni di risparmi di bilancio nel rispettivo capitolo di spesa. Quindi tutti i Comites ora operanti sono stati eletti nel 2004 e nel frattempo non vi è stato ancora alcun rinnovo.”

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