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martedì 23 ottobre 2018

Comites: Cosa fare a seguito della Brexit - 23 Ottobre 2018

Notizie dal Com.It.Es.

Il Com.It.Es. (Comitato degli Italiani all’Estero) è un organismo nato al fine di tutelare e promuovere i diritti, le esigenze e le aspettative dei cittadini italiani residenti all’estero. Il Comitato quindi, in collaborazione con la rappresentanza diplomatico-consolare di questo Paese, e con il coinvolgimento di enti, associazioni e comitati locali, promuove e realizza opportune iniziative, nelle materie attinenti alla vita sociale e culturale della comunità italiana residente. Il Comitato collabora con il Consolato e con le sue iniziative, fornendo pareri e suggerimenti. Inoltre esso esprime pareri sulle richieste di contributi erogati dal Ministero degli Affari Esteri per la stampa all’estero e per gli enti che organizzano i corsi di lingua e cultura italiana.
Per meglio compiere i suoi compiti istitutivi, il Com.It.Es. ritiene importante iniziare, anche per mezzo di questo foglio, un contatto diretto ed interattivo con le collettività italiane operanti nella nostra circoscrizione consolare di Londra.

Brexit

Come tutti sanno il Regno Unito si appresta a uscire formalmente dall’Unione Europea. Ciò comporterà un notevole cambio nella legislazione e negli impegni assunti dal Governo Britannico non solo nei confronti di organizzazioni e enti europei ma anche nei confronti dei singoli cittadini europei che risiedono in questo Paese. Sappiamo che le notizie discordanti che circolano in questi giorni, costituiscono per i cittadini italiani motivo di confusione e preoccupazione. Abbiamo quindi pensato importante proporvi, fino a quando sarà necessario, una serie di situazioni reali con la relativa risposta, con lo scopo di aiutarvi ad alleviare, almeno in parte, le preoccupazioni più assillanti. Per coloro che volessero approfondire i cambiamenti come verranno proposti da adesso fino alla fine di marzo 2019, vi consigliamo di visitare il nostro sito a www.comiteslondra.info

Le date già stabilite e da tener presente sono:
  • 29 marzo 2019: uscita del Regno Unito dall’Unione Europea
  • 31 dicembre 2020: fine del periodo di transizione
  • 30 giugno 2021: termine ultimo per presentare domanda per ottenere il permesso di residenza a tempo indeterminato

Al momento non ci sono moduli da completare per continuare a risiedere in Gran Bretagna perché, come potete vedere sopra, le regole dell’Unione Europea sono ancora valide.
Per il futuro, possiamo solo prevedere quello che potrebbe succedere quando si concluderà l’accordo che oggi è ancora in negoziazione. Al momento la Gran Bretagna propone di istituire un nuovo permesso di residenza a tempo determinato (Pre-Settled Status) oppure a tempo indeterminato (Settled Status)  che deve essere richiesto da tutti i cittadini europei che ora vivono in questo Paese.
Ovviamente le nuove regole non si applicano ai cittadini europei che possiedono anche la cittadinanza britannica.
Riportiamo di seguito alcune casistiche generali, utili alla comprensione di ciò che potrebbe accadere all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea dopo il 29 marzo 2019.

1. Sono arrivato in Inghilterra a luglio 1965. Cosa dovrei fare?

Coloro che sono arrivati prima del 31 dicembre 1968, hanno ottenuto  dall’Home Office il permesso di risiedere nel Regno Unito a tempo indeterminato (Settled Status) in base alla normativa nazionale britannica e quindi non hanno necessità di fare alcuna altra domanda poiché possiedono già il permesso di soggiorno a tempo indeterminato. Durante una riunione tenuta in Ambasciata d’Italia il rappresentante dell’Home Office, ha però consigliato a tutti di presentare domanda per ottenere il nuovo Settled Statusper praticità, senza pagare alcuna parcella.

2. Sono arrivato  in Inghilterra durante il 1970. Debbo fare domanda per il nuovo Settled Status?

Si, è necessario presentare la domanda per ottenere il nuovo Settled Status. Il Regno Unito ha iniziato a far parte dell’Unione Europea a partire dal 1.mo gennaio 1973, data in cui non si applicano più le norme nazionali. Chi è arrivato quindi in Gran Bretagna dopo il 31 dicembre 1968 non può aver completato il periodo minimo dei quattro anni per ottenere il “settlement” previsto dalla sola legislazione nazionale britannica. Da questa data il diritto alla residenza in questo Paese viene assicurato dalle norme comunitarie. I diritti dei cittadini comunitari dopo il 29 marzo 2019, anche se ancora non codificate, già sono stati assicurati da ambo le parti che sono coinvolti nella negoziazione.

3. Sono residente nel Regno Unito da prima del 29 Marzo 2012 e ho pagato le tasse e contributi in maniera regolare. Dovrò fare la domanda per rimanere in Inghilterra?

Si sarà necessario fare domanda per ottenere il nuovo Settled Status. Se alla data del 29 marzo 2019 si è residenti in questo Paese da più di 5 anni e sono state pagate le tasse e contributi sociali regolarmente, allora l’istituzione britannica accorderà il nuovo Settled Status dopo aver fatto i controlli con i competenti istituti nazionali. Gli istituti che saranno interessati dall’Home Office per i controlli, per il momento, sono la Inland Revenue & Customs e il Department for Work and Pensions, ma è stato chiesto di consultare anche il National Health Service e i registri elettorali dei Comuni.

4. Sono residente nel Regno Unito da più di cinque anni ma ho pagato le tasse e le assicurazioni sociali saltuariamente perché per alcuni periodi ho ricevuto assegni per disoccupazione. Cosa mi succederà?

I rappresentanti dell’Home Office hanno assicurato che faranno tutti i tipi di ricerca per risolvere la questione a favore del cittadino europeo.  Se non riusciranno  ad ottenere autonomamente prove della continuata residenza legale dei cinque anni, chieder all’interessato di provvedere la necessaria documentazione.

5. Sono residente nel Regno Unito da più di cinque anni, ho un sussidio per malattia di lunga durata dal Jobcentre Plus. Potrò ottenere il Settled Status?

Si potrà chiedere il nuovo Settled Status e potrà continuare ad usufruire del sussidio, dei servizi medici ed ospedalieri e di tutti gli diritti e prestazioni, a patto che esse rientrino nel campo di applicazione del regolamento europeo No.883/04.

6. Sono residente in Gran Bretagna per più di cinque anni ed ho una piccola pensione di vecchiaia pagata dal Department for Work and Pensions. Ho diritto di rimanervi dopo il 30 giugno 2021?

 Si, a condizione che si faccia domanda per ottenere il Settled Status. La Direttiva europea No.38/2004 infatti, prevede che coloro che hanno maturato il diritto al trattamento pensionistico nel paese di residenza, maturano anche il diritto al permesso di residenza a tempo indeterminato.

7. Sono residente nel Regno Unito da più di cinque anni. Alcuni anni prima del 2012 sono stato in prigione. Cosa mi accadrà? 

 Si può fare in ogni caso la domanda per ottenere il Settled Status dove è necessario dichiarare di essere stato in prigione. L’ottenere il Settled Statusperò dipende dalla gravità del crimine commesso.

8. Sono residente in Gran Bretagna da più di cinque anni ed ho lavorato in modo autonomo. Debbo fare domanda diversa da quella che faranno i lavoratori dipendenti? 
 
No, i lavoratori autonomi godono degli stessi diritti dei lavoratori dipendenti al fine di ottenere il nuovo Settled Status. Diverse potrebbero essere solo le prove di residenza richieste dall’Home Office, nel caso il reddito netto dichiarato non abbia dato origine all’obbligo dell’imposizione fiscale ne’ di quella assicurativa.

Il Comites organizza gli incontri su Brexit nelle seguenti localita’:
  • Sutton 12/10/2018
  • Peterborough 16/10/2018
  • Hoddesdon 25/10/2018
  • Hitchin e Cambridge fine novembre
Chi e’ interessato a parteciparvi contatti la direzione per maggiori informazioni.

venerdì 11 marzo 2016

GIOVANI TALENTI IN EUROPA CON RADIO 24

Per il quarto anno consecutivo torna Giovani Talenti in Europa, l’iniziativa promossa dalla trasmissione Giovani Talenti di Radio 24 in collaborazione con il Parlamento Europeo che permette a quattro giovani italiani di aggiudicarsi un viaggio d’istruzione di tre giorni al Parlamento Europeo di Strasburgo.
  
DAL 12 MARZO GIOVANI TALENTI IN EUROPA CON RADIO 24
 IN PALIO QUATTRO VIAGGI-STUDIO ALL'EUROPARLAMENTO DI STRASBURGO
  
Nei giorni in cui Schengen viene messo a rischio dalle politiche di alcuni Paesi Ue e in cui si avvicina sempre più il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, Radio 24 torna a dare voce ai giovani chiedendo di raccontare loro, in 140 caratteri, sogni e programmi per nuove politiche europee. Per il quarto anno consecutivo, da sabato 12 marzo a sabato 14 maggio, torna infatti Giovani Talenti in Europa, l’iniziativa promossa dalla trasmissione Giovani Talenti di Radio 24 che permette a quattro giovani ascoltatori di aggiudicarsi un viaggio d’istruzione di tre giorni al Parlamento Europeo di Strasburgo.

Come partecipare
Giovani Talenti in Europa è un'iniziativa aperta a tutti gli ascoltatori di Radio 24 di età compresa fra i 18 e i 35 anni. Partecipare è semplice: sarà sufficiente sintonizzarsi ogni sabato alle 13.30 su Radio 24 e ascoltare Giovani Talenti. Ogni settimana, durante la trasmissione, il conduttore Sergio Nava inviterà gli ascoltatori a proporre idee per nuovi programmi europei all’interno di differenti settori delle politiche giovanili Ue e ad inviare la propria proposta in 140 caratteri alla casella di posta concorsoeuropa@radio24.it entro le ore 24.00 del giorno successivo in cui è andata in onda la puntatainserendo nell'oggetto della e-mail la parola-chiave che Sergio Nava lancerà settimanalmente. Tutte le informazioni su www.radio24.it.

Il viaggio al Parlamento Europeo
Il viaggio d’istruzione si svolgerà dal 4 al 6 ottobre 2016, in pullman privato da Milano a Strasburgo e ritorno, consisterà in tre giorni e due notti in pernottamento e comprenderà una mezza giornata di visita al Parlamento Europeo con possibilità di incontrare i deputati e assistere ai lavori e alle votazioni nella Sala Plenaria.

#GiovaniTalentiUe
Giovani talenti sempre più social. Ogni sabato a partire dalle 13.30 gli ascoltatori potranno far sentire subito la propria voce in Europa pubblicando le proposte su Twitter con l'hashtag #giovanitalentiue.

L'iniziativa è svolta in collaborazione con l'Ufficio d'Informazione del Parlamento Europeo di Milano.

sabato 27 febbraio 2016

Il prof. Sartori boccia Renzi


CI VUOLE SARTORI PER ASFALTARE RENZI: “IMBROGLIA LE CARTE SU TUTTO.

LE RIFORME? TUTTO IL SISTEMA E’ FONDATO SU ERRORI E INCOMPETENZA. I FUTURI SENATORI SARANNO LA PEGGIORE CLASSE DIRIGENTE. ANCHE SE PERDESSE IL REFERENDUM, RENZI NON SE ANDRA"

 Il più brillante politologo italiano: "Renzi è svelto, furbo, agile ma chi governa non può fare solo propaganda, deve rispondere del proprio operato- Per fare le riforme bisogna studiare, avere competenze: invece i politici oggi passano il tempo in televisione...

venerdì 18 dicembre 2015

Dicembre 2015: Messaggio di Fine Anno del Console Generale d'Italia a Londra, Massimiliano Mazzanti

Desidero, innanzitutto, farVi giungere, cari connazionali, il più’ sincero ed affettuoso augurio per le Festività a nome mio e di tutto il personale del Consolato Generale d’Italia a Londra.

Il 2015 si è confermato come un anno di primati per il Consolato Generale: sono oltre 250.000 i connazionali iscritti all’AIRE, e continuano a crescere ad una media di circa 2.000 nuove iscrizioni al mese. Abbiamo rilasciato oltre 1.800 passaporti al mese. Il nostro Consolato è il primo in Europa anche per nascite registrate e il secondo al mondo per percezioni consolari fatte guadagnare all’erario italiano.

Sono questi numeri che fanno del Consolato Generale d’Italia a Londra il primo in Europa e il secondo dell’intera Rete diplomatico-consolare italiana nel mondo per numero di connazionali iscritti nello schedario consolare. Nessun altro Consolato può vantare una simile mole di servizi erogati.
Si tratta, tuttavia, di numeri che mettono quotidianamente a dura prova una struttura che – a fronte delle chiusure degli Uffici consolari di Manchester e Bedford – non è, invece, aumentata per risorse e numero di dipendenti, ma che ha profuso ogni possibile sforzo per far fronte alla pressione crescente di una comunità italiana in continuo incremento. Abbiamo voluto rispondere alla sfida dei numeri con l’introduzione di strumenti e tecnologie volti a migliorare l’erogazione del servizio, nell’ottica di una progressiva digitalizzazione e di una più dinamica interazione con l’utenza.

Abbiamo completato, grazie al sostegno della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, il progetto di distribuzione alla Rete consolare onoraria delle apparecchiature per il rilevamento dei dati biometrici. Il progetto è stato avviato in quattro sedi consolari onorarie: i connazionali residenti a Bedford, Birmingham, Cardiff e Liverpool possono pertanto rivolgersi ai rispettivi Consoli onorari per richiedere il passaporto, senza doversi recare a Londra. Contiamo di assicurare la medesima dotazione anche al costituendo Consolato Onorario di Manchester. Si tratta di un servizio molto richiesto dalla nostra comunità più anziana.

Siamo coscienti delle difficoltà a prenotare l’appuntamento per il passaporto online, difficoltà date, come è ovvio, dalla straordinaria sproporzione tra la comunità in aumento e i posti effettivamente allocabili in base alle nostre risorse. Per tale ragione abbiamo istituito un sistema alternativo di prenotazione telefonica e l’apertura del Consolato al pubblico per il solo rilevamento dei dati biometrici anche nel pomeriggio, tempo normalmente dedicato al delicato lavoro di “back-office” per il controllo delle migliaia di richieste che riceviamo.  

Siamo orgogliosi del successo che stanno riscuotendo i nostri incontri di orientamento “Primo Approdo”, progetto innovativo che si pone l’obiettivo di fornire informazioni utili ai nostri connazionali di recente immigrazione in Inghilterra e nel Galles attraverso seminari gratuiti su specifici temi (legale, fiscale, medico, accademico) ospitati in Consolato. Si tratta di un progetto suscettibile di produrre un impatto positivo e diretto sulla vita dei tanti giovani connazionali che approdano ogni mese in Inghilterra. Siamo, pertanto, lieti che il progetto “Primo Approdo”, nato su ispirazione dell’Ambasciatore Terracciano, sia stato annoverato dalla Farnesina tra le “migliori prassi” della Rete diplomatico-consolare.

Anche nel 2015 Il Consolato Generale è stato chiamato a garantire un importante esercizio elettorale: il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites) di Londra e Manchester. Siamo molto soddisfatti dello spirito di positiva collaborazione che si è subito stabilita con i neo-eletti membri del Comites e con i Consiglieri del CGIE, organi indubbiamente rappresentativi delle diverse e molteplici istanze della nostra comunità nel Paese.

Abbiamo continuato, infine, a “aprire” il Consolato generale alla comunità ed ai suoi artisti:  la “Harp House” è diventata una vera e propria vetrina del “Made in Italy” e della creatività italiana. Nel 2015 sono state ospitate le opere di molti giovani artisti italiani e le installazioni dei più noti marchi del design italiano. Con tali iniziative vogliamo avvicinare sempre di più il Consolato agli italiani, nella speranza che vedano nella “Harp House” una “casa comune”, dove riscoprire l’italianità e quel senso di appartenenza che il vivere lontano dall’Italia sembra rinfocolare in ognuno di noi.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la “squadra” del Consolato Generale. Grazie alla professionalità e dedizione di coloro che vi lavorano ogni giorno, è possibile rispondere alle straordinarie necessità di una comunità “reale” che è stimabile in ben oltre il mezzo milione di connazionali. A tutti loro va il mio apprezzamento e i più affettuosi auguri per il 2016. Cercheremo, assieme, di rispondere con rinnovato vigore ed impegno alle tante istanze della nostra collettività.

FORMULO A VOI TUTTI, CARI CONNAZIONALI, I MIGLIORI AUGURI PER UN BUON NATALE E UN FELICE E SERENO 2016 !

Massimiliano MAZZANTI
CONSOLE GENERALE

mercoledì 16 dicembre 2015

La (strana) passione italiana per i Kurdi (e la curiosa malafede della stampa)



In Italia non si noterà perché, com'è normale che sia, il grande pubblico legge solo la stampa italiana, però se siete all'estero noterete che i giornali italiani adorano il popolo Kurdo. Non c'è trasmissione televisiva o articolo di giornale (incluse molte prime pagine) con le foto dei guerriglieri Kurdi che si attestano contro i cattivoni dell'ISIS. In particolare ci son ampi servizi sulle donne soldato kurde parte dei guerriglieri per la libertà kurdi, i cosiddetti "peshmerga".

La cosa interessante è che all'estero, o quantomeno nei paesi anglosassoni la stampa non li considera proprio i kurdi o ne minimizza la visibilità. Alla BBC l'altra settimana han mandato un servizio in cui una donna siriana di una città sotto minaccia ISIS, intervistata diceva "qua compiono atrocità quelli dell'ISIS e pure i kurdi si sente dire che ne compiono". Una cosa del genere in una televisione italiana non s'è mai sentita.

Gli anglosassoni hanno una simpatia istintiva per la Turchia ed un'antipatia istintiva per la Russia di Putin (però han simpatia per gli oligarchi - più o meno sodali di Putin - che portano soldi a Londra). Probabilmente sapendo che i kurdi sono invisi ad Ankara, più o meno consciamente, la stampa anglosassone finisce con non menzionarli proprio mentre menziona altri gruppi che sono non solo al Nord della Siria, come i Kurdi, ma nel centro. Non tutti sono ISIS o Al Nushra (ossia Al Qaeda) ma ci sono ad esempio, i turcomanni che son appoggiati dalla Turchia o altri gruppi appoggiati dai Sauditi.

Per contro la stampa italiana ignora gli altri gruppi e sembra che l'anti regime di Assad e l'anti ISIS sia solo rappresentato dai Kurdi.

Noi abbiamo l'ancestrale diffidenza verso la Turchia. Al di là della guerra del 1912 c'è l'atavico "mamma li turchi" che riassume molte cose (oltre al "bestemmiare come un turco", "fumare come un turco" ecc.); dall'altro lato, gli anglosassoni pare ci godano a dividere il fronte Mediterraneo. Ai comunisti nostrani piace il PKK, il partito dei combattenti kurdi, che evoca, fin dal nome, immagini mentali di epopee "Cheguevariste" ma che ai turchi evoca solo attentati e morti in casa loro. Emblematico il caso di qualche anno fa su Abdullah Öcalan, detto Apo, il capo del partito comunista ed indipendentista curdo che passò in Italia 65 giorni tra il 1998 e il 1999, e fu uno dei più grossi problemi del governo D'Alema.

Tant'è che la morale della favola è una curiosa malafede della stampa sia estera/anglosassone che italiana su tutta questa vicenda, visto che gli eventi e le posizioni non sono oggettive ed obiettive da nessuno dei resoconti proposti sia in italia che all'estero. O solo/troppo filo kurde da una parte o troppo poco filo kurde dall'altra.



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A proposito, il video qui sotto è un video anglosassone che si trova su Facebook. Ovviamente stigmatizza i russi. Per inciso, lo stesso video poteva essere fatto sui bombardamenti di forze supportate dalla Turchia. Ma ognuno sottolinea i massacri che meglio seguono gli umori della propria opinione pubblica.

More shocking footage has emerged of the aftermath of air strikes in a suburb of the Syrian capital. The images, which some viewers may find distressing, show young children fleeing the assault.
Posted by Channel 4 News on Tuesday, 15 December 2015

giovedì 26 novembre 2015

Parigi: quello che non vorreste leggere

vi segnaliamo questo articolo del 20 Novembre 2015: Parigi: quello che non vorreste leggere


Inoltre: 

Perché ci odiano

Perché ci odiano al punto da uccidersi pur di ucciderci? Se lo sono chiesti in tanti. Ce lo siamo chiesti tutti. Non possiamo farne a meno: il dubbio è un nostro necessario compagno di viaggio, ma dobbiamo darci una risposta.

sabato 17 ottobre 2015

Il gap dei salari tra uomini e donne in Gran Bretagna: donne più ricche a vent'anni, più povere dopo

Ne ha parlato il Guardian nell-articolo "Women in their 20s earn more than men of same age, study finds". Nello studio fatto in Gran Bretagna si sottolinea come tra i 22 e i 29 anni le donne guadagnano in media oltre mille e cento sterline annue lorde pi# dei maschi. Tuttavia, non appena si entra nel trentesimo anno di età la tendenza si inverte. 
E in Italia? 


giovedì 9 luglio 2015

Nord e Meridione d'Italia a scuola: differenze di numeri e di opinioni

Se vi chiamate Salvatore o Concetta, o Immacolata o Rosario o Mimmo, allora questo post vi sarà indigesto fin dalle prime righe. Se invece avete la spocchia nordica più o meno dichiarata, vi incazzerete... lo stesso.

Faremo una riflessione basata su fatti (inconfutabili) ed opinioni (confutabilissime).

Fatto: Gli studenti del Nord sono meglio preparati. Un compassato "Corriere della Sera": I TEST DI VALUTAZIONE DEGLI STUDENTI "Invalsi, gli studenti del Centro-Nord sempre più bravi di quelli del Sud". La morale della favola è che i risultati ai medesimi test scolastici degli studenti al Sud sono peggiori degli studenti del Nord.  E si sa da anni.


Fatto: I voti medi alla maturità sono più alti al Sud. (vedi Voti all’esame di maturità: uno sconvolgente divario tra nord e sud Italia o Maturità, al Sud i voti più generosi).

Opinione: l'incongruenza con la performance ai test invalsi, bassi al Sud e i voti scolastici, alti al Sud, si può spiegare con un tacito accordo tra classe docente e studenti "futuri disoccupati di aree depresse del Paese cui solo un impiego pubblico può dare una speranza" in base al quale ti becchi un voto artificialmente alto per ottenere maggiori punteggi nei concorsi pubblici. Concorsi che mediamente sono di minor interesse per i nordici (avete mai visto un prefetto originario di Bergamo?) ma che comunque bisogna vincere.

Opinione: all'interno di una classe omogenea su base nazionale come ad esempio le Forze Armate o le Forze di Polizia, la percentuale di meridionali tra i ranghi più bassi è molto maggiore rispetto alla percentuale di meridionali nei ruoli degli ufficiali dove, al netto dei raccomandati di ferro, al test d'ingresso ha più peso il riuscire a superare le prove di selezione rispetto al voto scolastico. Queste selezioni si basano ovviamente su una buona preparazione liceale o comunque secondaria. Sarebbe interessante vedere il mix di provenienza del primo anno di delle varie Accademie ma qui scommettiamo che gli aspiranti del Nord fanno proporzionalmente meglio alle selezioni.

Fatto: nel settore privato ed industriale, che non guarda ai titoli ma a quello che si sa fare, ci sono posti vacanti (es. periti meccanici, ingegneri meccanici). Ai concorsi regionali per tre usceri si presentano in mille.

Opinione: a Londra, nella City e nei settori dell'IT o comunque nei settori concorrenziali gli Italiani che s'incrociano son tutti polentoni (e qualche romano) o son meridionali (di buona famiglia) spediti a studiare nelle università (migliori) del Nord. Chi viene dal Sud ed ha studiato al Sud, se ha una posizione di rilievo nel settore privato all'estero è solo un'eccezione che conferma la regola.

Morale: fin che la scuola al Sud non migliora (seriamente, non nei voti, ma nella conoscenza misurabile sul campo), non emergerà mai una classe dirigente decente e il Meridione, purtroppo, resterà una zona d'Europa in difficoltà.

E mo' incazzatevi.

lunedì 29 giugno 2015

Visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel Regno Unito 28-29 Maggio 2015

Il Presidente Mattarella in visita nel Regno Unito a fine maggio, ha tenuto una lezione pubblica London School of Economics su "The Case for Europe: the Italian vision". Nell'Old Theather gremito è stato accolto molto calorasamente. Ha affrontato tre temi: integrazione europea, immigrazione e difesa, evidenziando il fatto che a crisi globali sono necessarie risposte di pari dimensioni. Parlando della crisi finanziaria questa ha fornito l'opportunità per rafforzare l'Unione attraverso il meccanismo europeo di stabilizzazione e la Banca Centrale Europea che ha assunto maggior autorevolezza ed un ruolo più importante. 

Ha evidenziato inoltre che la scelta della moneta unica è irreversibile ed è un passaggio verso una realizzazione di un'Unione più forte e credibile. Venendo alla crisi migratoria ha sottolineato che solo ora l'Europa sta iniziando a sviluppare una politica comune e di come questa crisi stia mettendo in gioco i nostri valori. L'Europa è un'ideale per i suoi valori di libertà e democrazia, per questo è un approdo per i migranti che fuggono da guerre, carestie e sottosviluppo.

Le instabilità nell'area del Mediterraneo, in Medio Oriente e ad est, il terrorismo richiedono scelte comuni in politica estera e per sicurezza e difesa e quindi istituzioni che siano all'altezza di prendere decisioni incisive. Per risolvere questi problemi serve una visione coerente di lungo periodo e quindi, secondo il Presidente, serve più Europa, rifuggendo punti di vista di ritorni nazionali per via di visioni di breve periodo. Per questo bisogna trovare la convinzione di obiettivi ambiziosi per un'Unione Europea che sia più efficace e rapida nelle scelte, più democratica e che progredisca verso un maggiore coesione.


Per ascoltare il discorso integrale http://www.lse.ac.uk/newsAndMedia/videoAndAudio/channels/publicLecturesAndEvents/player.aspx?id=3105

Post di Pier Francesco Lion Stoppato, Italia Unica Londra

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Vedi anche:
Londra Sera: Our New Presidente from Italy
- Quirinale: Visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord 28-29 Maggio 2015

domenica 21 giugno 2015

L'Importanza delle scienze applicate: se anche Harvard punta di più sull'ingegneria

The growth of jobs around Digital Business forecast the continued rise of STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics).

Here is a story about the recent $400 million investment in STEM at Harvard.  The important quote is presented below so you don’t have to dig for it, but the rest of the article is worth reading.

I understand the vocabulary, but the reality of it is, the most powerful governance body at Harvard, the Harvard Corporation, realized that Harvard, which got along for a very long time without having a first-rate engineering school, in the 21st century was not going to be able to remain one of the greatest universities in the world if it didn't have a first-rate engineering school.

Call it brand protection if you want. I would just call it an awakening to the problems of the future, in the way that they were problems of medicine in the 20th century.

In the 21st century, many of the most important problems of the world are going to be engineering problems and information science problems and computational problems. We wish Harvard had figured it out sooner, but there are advantages to taking it up now, because we can make it the way that we want to make it for the century that we're going into rather than having the inherited structures of 19th-century engineering.

Worth the read if only to note the shift that is occurring in academia right now.  The largest class at Harvard is CS50, the entry level computer science class, with over 800 students.


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Vedi anche: