Ci diamo da fare per fermare il declino dando voce agli Italiani all'estero che si adoperano per un'Italia migliore. Quindi più libertaria.
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mercoledì 20 aprile 2016
lunedì 14 settembre 2015
Il PD relatore della legge sul Finanziamento ai partiti: Camera vota legge che elargisce fondi senza controlli
Indirizziamo i lettori a questo post del blog del Movimento 5 Stelle:
Va dato atto al Movimento 5 Stelle, con il quale, da parte di noi liberali, esistono infinite divergenze soprattutto sul piano della visione dell'economia, di aver definitivamente rinunciato a 42 milioni di euro di "rimborsi elettorali" (l'eufemismo con il quale i partiti esistenti hanno chiamato il generoso finanziamento pubblico a pioggia).
L'ex tesoriere di SEL Sergio Boccadutri, ora con il PD, è stato il relatore di una legge che ha fatto titolare così al Fatto Quotidiano: "Finanziamento ai partiti, Camera vota legge che elargisce fondi senza controlli. M5s protesta, lancia banconote in Aula"
La Casta fa quadrato: sbloccati 45,5 milioni di euro senza alcuna verifica sui bilanci. Nonostante le delibere degli Uffici di presidenza di Camera e Senato, che avevano congelato i versamenti. Di Maio: “Calcio in bocca a chi lavora ogni giorno”. Fraccaro: “Condono ad partitum, ladri erano e ladri sono rimasti”. Il Pd: "La legge non toglie le verifiche".
#LoChiamavanoBoccadutri
Ecco dunque l’ennesimo colpo di spugna: l’emendamento alla proposta di legge presentata dal deputato Sergio Boccadutri (Pd) a firma della collega di partito Teresa Piccione (Pd), già approvato in commissione e quindi parte del testo approdato in Aula, che permette alle diverse forze che siedono in Parlamento – ad eccezione del Movimento 5 Stelle, che ha rinunciato – di spartirsi una torta complessiva di 45,5 milioni senza alcun controllo sui bilanci. (dal Fatto Quotidiano)
giovedì 2 luglio 2015
Forza Italia sostiene che nel 2012 ci fu una cospirazione internazionale per mettere Monti al posto di Berlusconi...
E questo video come lo spiegate?
Dal Corriere della Sera del 1 luglio 2015: INTERVISTA a Mario Monti
Il partito di Berlusconi parla di una cospirazione internazionale per mettere lei al suo posto.
«Sono andato a riascoltarmi il videomessaggio di Berlusconi del 24 ottobre 2012. Dice testualmente che da questa sindrome rivelatasi paralizzante “siamo infine usciti con la scelta responsabile, fatta giusto un anno fa, con molta sofferenza ma con altrettanta consapevolezza, di affidare la guida provvisoria del Paese in attesa delle elezioni politiche al senatore e tecnico Mario Monti, espressione di un Paese che non ha mai voluto partecipare alla caccia alle streghe. Il presidente del Consiglio e i suoi collaboratori hanno fatto quel che hanno potuto, cioè molto...”».
Dal Corriere della Sera del 1 luglio 2015: INTERVISTA a Mario Monti
Il partito di Berlusconi parla di una cospirazione internazionale per mettere lei al suo posto.
«Sono andato a riascoltarmi il videomessaggio di Berlusconi del 24 ottobre 2012. Dice testualmente che da questa sindrome rivelatasi paralizzante “siamo infine usciti con la scelta responsabile, fatta giusto un anno fa, con molta sofferenza ma con altrettanta consapevolezza, di affidare la guida provvisoria del Paese in attesa delle elezioni politiche al senatore e tecnico Mario Monti, espressione di un Paese che non ha mai voluto partecipare alla caccia alle streghe. Il presidente del Consiglio e i suoi collaboratori hanno fatto quel che hanno potuto, cioè molto...”».
giovedì 14 maggio 2015
Riforma Fornero delle pensioni: prima l'han votata, poi l'avversano
Siamo a maggio 2015 e in questi giorni si parla della decisione della Corte Costituzionale che bocciando l'art. 24 del decreto legge 201/2011 in materia di perequazione delle pensioni, ossia la cosiddetta norma Fornero contenuta nel ''Salva Italia'' varato dal governo Monti. Il ricorso contro la norma dell'esecutivo Monti era stato portato davanti alla Suprema Corte da Federmanager e da Manageritalia.
In pratica, la Consulta ha sancito che il blocco della rivalutazione delle pensioni è incostituzionale. La norma che, per il 2012 e 2013, aveva stabilito, «in considerazione della contingente situazione finanziaria», che sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps (circa 1.500 euro lordi) scattasse il blocco della perequazione, ossia il meccanismo che adegua le pensione al costo della vita, è incostituzionale.
Ne è subito nata una polemica sulle cifre da restituire perchè la decisione è immediatamente esecutiva e quindi il Governo Renzi deve restituire ai pensionati le cifre precedentemente bloccate. Si sa che son circa 5.5 milioni i pensionati rimasti 'congelati' dal blocco degli aggiornamenti Istat. Questo significa, secondo diversi analisti, che gli effetti cumulati della sentenza porterebbero a un costo di 8,7 miliardi per gli anni 2012, 2013 e 2014, un costo di un 1,9 miliardi per i primi 5 mesi del 2015 e un costo a regime che si proietta per il 2016 e il 2017 di 3,5 miliardi all'anno. Il totale sarebbe quindi di 17 miliardi lordi, 14 al netto delle imposte.
Le reazioni dal mondo politico sono le seguenti:
In questo, ci viene in aiuto un utile articolo di LeggiOggi.it: "Riforma Fornero: ecco i nomi di tutti i politici che la votarono" in cui si può vedere il nome di chi ha votato alla Camera dei deputati, alla votazione del 16 dicembre 2011 (fonte: www.camera.it) la riforma e quindi anche l'art. 24 del decreto legge 201/2011 in materia di perequazione delle pensioni, la cosiddetta norma Fornero contenuta nel ''Salva Italia'' varato dal governo Monti.
Insomma, chi ha votato a favore della norma che oggi la Consulta ha dichiarato incostituzionale?
Qui la lista... vediamo se riconoscete i nomi di chi oggi tuona contro quella stessa legge ed invoca la restituzione di quei 17 miliardi.
Dal nostro punto di vista noi siamo dalla parte del blocco dell'indicizzazione, per cui siamo contrari alla restituzione. Ma lo eravano all'epoca della riforma Fornero e lo siamo ora.
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Fonti:
In pratica, la Consulta ha sancito che il blocco della rivalutazione delle pensioni è incostituzionale. La norma che, per il 2012 e 2013, aveva stabilito, «in considerazione della contingente situazione finanziaria», che sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps (circa 1.500 euro lordi) scattasse il blocco della perequazione, ossia il meccanismo che adegua le pensione al costo della vita, è incostituzionale.
Ne è subito nata una polemica sulle cifre da restituire perchè la decisione è immediatamente esecutiva e quindi il Governo Renzi deve restituire ai pensionati le cifre precedentemente bloccate. Si sa che son circa 5.5 milioni i pensionati rimasti 'congelati' dal blocco degli aggiornamenti Istat. Questo significa, secondo diversi analisti, che gli effetti cumulati della sentenza porterebbero a un costo di 8,7 miliardi per gli anni 2012, 2013 e 2014, un costo di un 1,9 miliardi per i primi 5 mesi del 2015 e un costo a regime che si proietta per il 2016 e il 2017 di 3,5 miliardi all'anno. Il totale sarebbe quindi di 17 miliardi lordi, 14 al netto delle imposte.
Le reazioni dal mondo politico sono le seguenti:
#Pensioni. Diciamo basta,che si faccia decreto,che restituisca tutto a tutti, e che Renzi si assuma sue responsabilità. Altro che tesoretto!— Renato Brunetta (@renatobrunetta) May 14, 2015
#Pensioni: Governo prepara decreto-truffa | Maurizio Gasparri https://t.co/s78KYL9heb via @sharethis— Maurizio Gasparri (@gasparripdl) May 14, 2015
#FdIAN @GiorgiaMeloni "Doveroso restituire soldi a tutti i #pensionati e subito, come successo con pensionati d'oro" https://t.co/3C0lOGj1iI
— Fratelli d'Italia-AN (@FratellidItaIia) May 13, 2015
Il problema è che chi oggi tuona contro il governo Renzi, governo sostenuto da PD e NCD, in molti casi si è dimenticato di aver votato quella norma della legge Fornero quando il governo Monti, di cui la Fornero era ministro del Lavoro, la propose sotto la pressione dell'emergenza conti pubblici.#RestituiteilMaltolto: Da #FdIAN assistenza gratuita ai #pensionati per far valere i loro diritti. Contattaci! pic.twitter.com/3MiXObi9yJ— Fratelli d'Italia-AN (@FratellidItaIia) May 14, 2015
In questo, ci viene in aiuto un utile articolo di LeggiOggi.it: "Riforma Fornero: ecco i nomi di tutti i politici che la votarono" in cui si può vedere il nome di chi ha votato alla Camera dei deputati, alla votazione del 16 dicembre 2011 (fonte: www.camera.it) la riforma e quindi anche l'art. 24 del decreto legge 201/2011 in materia di perequazione delle pensioni, la cosiddetta norma Fornero contenuta nel ''Salva Italia'' varato dal governo Monti.
Insomma, chi ha votato a favore della norma che oggi la Consulta ha dichiarato incostituzionale?
Qui la lista... vediamo se riconoscete i nomi di chi oggi tuona contro quella stessa legge ed invoca la restituzione di quei 17 miliardi.
Dal nostro punto di vista noi siamo dalla parte del blocco dell'indicizzazione, per cui siamo contrari alla restituzione. Ma lo eravano all'epoca della riforma Fornero e lo siamo ora.
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| Il sempre pacato titolismo di Libero |
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Fonti:
- 13 maggio 2015 - «Così ho vinto davanti alla Consulta contro il blocco delle pensioni» Parla Giuseppe Cardinale, il pensionato che ha fatto ricorso battendo Inps e Stato
- 12 MAGGIO 2015 - Riforma Fornero: ecco i nomi di tutti i politici che la votarono
- 6 maggio 2015 - Federmanager, rispettare sentenza Consulta su pensioni, no a contributi solidarietà
- 01 maggio 2015 - LA CONSULTA BOCCIA IL BLOCCO DELL'INDICIZZAZIONE PER LE PENSIONI: COINVOLTI IN 6 MILIONI Dopo la decisione della Corte costituzionale sulla legge Fornero, l'Istat calcola quanti pensionati sono interessati dalla novità. Nel 2013 erano il 36%, assegni d'oro per lo 0,1%
- 1 maggio 2015 - NÉ L'INPS NÉ LA RAGIONERIA FORNISCONO ANCORA CIFRE UFFICIALI SUI RIMBORSI LA SENTENZA SULLE PENSIONI. IL GIALLO DEI NUMERI
- 30 aprile 2015 - Pensioni, la Consulta boccia il blocco della rivalutazione
- 10 MAR 2015 - Perequazione, oggi l’udienza sul ricorso alla Corte Costituzionale
Questo il passaggio incriminato sull’indicizzazione:
“in considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e’ riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento”
lunedì 9 febbraio 2015
Renzi e i transfughi di Scelta Civica ovvero "In politica le cose che si dicono valgono solo per il momento in cui si dicono"
Il democristiano di lungo corso, negli anni d'oro della DC, Fiorentino Sullo, diceva: "In politica le cose che si dicono valgono solo per il momento in cui si dicono".
Insomma, la coerenza nella politica (italiana) non è contemplata nè si dà valore alla parola ed ai principi che si professano.
L'ultimo esempio è il raffronto tra quanto il premier del PD, Matteo Renzi, già detto "il bomba", diceva in merito ai parlamentari che cambiano casacca in corso d'opera e quanto poi lui ha detto e fatto nei confronti dei senatori di Scelta Civica che recentemente sono passati con il PD (per altro diversi di loro dopo che erano già stati con il PD anni prima, poi transitati con Scelta Civica dove erano stati eletti e quindi son tornati nel PD). In merito vedi: I senatori di Scelta Civica passeranno nel #PD. Tranne Mario Monti.
Carta canta...
Insomma, la coerenza nella politica (italiana) non è contemplata nè si dà valore alla parola ed ai principi che si professano.
L'ultimo esempio è il raffronto tra quanto il premier del PD, Matteo Renzi, già detto "il bomba", diceva in merito ai parlamentari che cambiano casacca in corso d'opera e quanto poi lui ha detto e fatto nei confronti dei senatori di Scelta Civica che recentemente sono passati con il PD (per altro diversi di loro dopo che erano già stati con il PD anni prima, poi transitati con Scelta Civica dove erano stati eletti e quindi son tornati nel PD). In merito vedi: I senatori di Scelta Civica passeranno nel #PD. Tranne Mario Monti.
Carta canta...
Quando Renzi si scagliava contro i ribaltoni: «Dovete dimettervi»
Così l'allora sindaco di Firenze, in una puntata di Porta a Porta del 2010, si rivolgeva a Paola Binetti, parlamentare del Pd passata all'Udc | agr - Corriere TV
venerdì 6 febbraio 2015
I senatori di Scelta Civica passeranno nel #PD. Tranne Mario Monti.
"Governo, i senatori di Scelta Civica passeranno nel Pd. Tranne Mario Monti" è la notizia di oggi, 6 febbraio 2015. Da notare che i più erano ex senatori o deputati del PD (Lanzillotta, Ichino, Maran, Susta).
Cinque senatori, due deputati e un viceministro di Scelta civica passano con il Partito democratico. Tutti tranne il sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova e Mario Monti,che invece aveva provato a unirsi al Gruppo per le autonomie (dove è entrato l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano) ma è stato respinto. Il ministro dell’Istruzione e senatrice Stefania Giannini, il viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, i senatori Pietro Ichino, Linda Lanzilllotta, Gianluca Susta e Alessandro Maran, le deputate Ilaria Borletti Buitoni e Irene Tinagli lasciano Scelta civica e aderiscono al Pd. “E’ il momento dell’aggregazione di tutti i riformisti”, ha commentato Giannini. “Il grande progetto di Monti ha avuto un grande senso, ora ha esaurito la sua funzione”.
Che dire, la pensiamo come il prof. Puglisi che lo ha espresso in un tweet: "se lo fanno gli altri è campagna acquisti. Se lo fa il PD è 'apertura al processo riformista". Che pena esistenziale. #SceltaCivica"
Cinque senatori, due deputati e un viceministro di Scelta civica passano con il Partito democratico. Tutti tranne il sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova e Mario Monti,che invece aveva provato a unirsi al Gruppo per le autonomie (dove è entrato l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano) ma è stato respinto. Il ministro dell’Istruzione e senatrice Stefania Giannini, il viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, i senatori Pietro Ichino, Linda Lanzilllotta, Gianluca Susta e Alessandro Maran, le deputate Ilaria Borletti Buitoni e Irene Tinagli lasciano Scelta civica e aderiscono al Pd. “E’ il momento dell’aggregazione di tutti i riformisti”, ha commentato Giannini. “Il grande progetto di Monti ha avuto un grande senso, ora ha esaurito la sua funzione”.
Che dire, la pensiamo come il prof. Puglisi che lo ha espresso in un tweet: "se lo fanno gli altri è campagna acquisti. Se lo fa il PD è 'apertura al processo riformista". Che pena esistenziale. #SceltaCivica"
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