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mercoledì 20 dicembre 2017

Si doveva discutere al Senato la legge sui vitalizi (già approvata alla Camera) e il capogruppo del Senato del PD non lo ha messo in discussione al senato.

Richetti, del PD, che si era fatto portavoce della proposta di legge alla Camera... reagisce così...

"manca «quell’etica della parola data». «Se non la ritroviamo….ragazzi, possiamo fare tutta l’azione di governo…». 

«Mi ha fatto molta impressione l’amica dell’Anci che mi ha detto “nell’ultimo anno è la prima volta che parliamo di noi”. (…) Quando un partito arriva a questo dato di stanchezza e sfilacciamento abbiamo un problema enorme…». E «chi non è consapevole di questo è meglio che cambi mestiere». 

"da valutare la Costituzionalità (ovvero valutata da Giuliano Amato?)
Stiamo ancora aspettando la "calendarizzazione..."


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Vedi:

lunedì 23 novembre 2015

"E io pago"... il governo ha "salvato" altre quattro banchette fatte fallire da amici degli amici


Fa piacere apprendere che il governo ha "salvato" altre quattro banchette fatte fallire da amici degli amici. Salvato =...
Posted by Michele Boldrin on Saturday, 21 November 2015

giovedì 12 novembre 2015

Governi Spendaccioni: Perotti lascia l'incarico di commissario alla spending review


Anche il governo Renzi non è riuscito a trattenere gli incaricati al taglio della Spesa Pubblica (improduttiva e non efficiente) altrimenti chiamati "Commissari alla Spending Review".

Dopo Bondi e Cottarelli, adesso anche il prof. Perotti lascia.

Ovvio che nessuno vuole tagliare la spesa pubblica e quindi uno dice... che ci sto a fare qua?

Renzi toc toc...

Da Panorama di Novembre 2015

venerdì 2 ottobre 2015

Sono iniziate le grandi manovre per i CGIE. Ma perchè non li aboliscono invece?

La politica è servizio ma come si sa per molti o per troppi è servizio dei cavoli propri. Non ne è esente la comunità italiana all'estero che anziché imparare dalle cose buone che si trovano nei paesi stranieri come ad esempio, il contenimento delle poltrone e della relativa spesa per mantenerle, si prodiga a mantenere ruoli inutili o comunque sorpassati dalla storia.

Abbiamo i parlamentari che rappresentano gli Italiani all'estero. Bene o male, possiamo fare riferimento a loro se ci sono delle istanze che vogliamo portare all'attenzione di Roma. In più, e non è un particolare da poco, sono stati democraticamente eletti dagli italiani residenti all'estero (dal 40% degli aventi diritto al voto ma, in mancanza d'altro, pur sempre eletti democraticamente).

Non si capisce perchè si debbano spendere altri soldi pubblici per mantenere l'apparato dei CGIE. CGIE che nessuno sa cosa siano.

Durante l'elezione dei COMITES, alcune liste si piccavano dell'importanza di portare "la politica" nel seno dei COMITES stessi. Questo stride con i livelli di astensionismo sia alle elezioni politiche, sintomo che nessun partito riesce a rappresentare neppure lontanamente i bisogni dei cittadini e francamente, il senso di schifo che gli italiani hanno nei confronti del panorama politico attuale e con i livelli di menefreghismo da parte degli italiani all'estero dimostrato durante le elezioni dei COMITES. "La politica" significa che con i voti di parenti ed amichetti e l'astensionismo del 90% degli aventi diritto al voto ti ritrovi ad essere un capetto che si fa bello con le "istituzzioni" (da pronunciare con due z).

Ad onor del vero non si può fare di tutta un'erba un fascio perchè ci sono diversi rappresentanti al COMITES che in effetti hanno un radicamento nella comunità italiana ma è evidente che ci sono i politicanti dei noantri che si infiltrano felicemente.

Ora il CGIE.

Ma possibile che nessuno dei parlamentari che abbiamo si decida a portare avanti seriamente l'abolizione di questi inutili orpelli?

Possibile che la gente non si rivolti di fronte alla perdita di tempo cui si incastrano le istituzzioni (di nuovo con 2 z)?

Infine, se rappresentante deve essere, speriamo che almeno sia qualcuno che ha preso qualche voto in seno alle elezioni dei COMITES. Mal che vada sarà uno poco votato ma comunque votato dalla base e non messo li per manovre di palazzo. Anche se fossero manovre da palazzetto.

domenica 19 luglio 2015

Il Telegraph attacca l'Ue: spese folli per banchetti e party e la UE risponde (Luglio 2015)


Il quotidiano britannico Daily Telegraph punta l'indice sulla gestione Mogherini dell'EEAS (European External Action Service): "Il servizio diplomatico dell'Unione europea spende e spande per milioni di euro per ospitare banchetti, party e visite di dignitari dal mondo intero".

Tutto sta nell'articolo "Fit for an emperor, EU diplomats plan £2 million dinner service".

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Vedi anche: Who is Federica Mogherini - the new woman in charge of EU foreign policy?


A cui risponde l'UE...

sabato 23 maggio 2015

La spesa pubblica che ci soffoca: tutto è ancora organizzato su 110 province (abolite?)

Amarcord di Fare
Spiega l'ex Commissario alla "Spending Review" (ai "tagli della spesa pubblica", per chi parla come mangia) Carlo Cottarelli, che lo Stato delle Regioni è ancora organizzato sul modello delle 110 Province (abolite?) con i loro 117 capoluoghi. 

Il ministero dell’Economia, per esempio, ha 103 commissioni tributarie, 102 comandi della Guardia di Finanza, 97 uffici dell’Agenzia delle Entrate, 93 Ragionerie territoriali dello Stato, 83 uffici delle Dogane. La Giustizia, oltre a tribunali e procure, ha 109 archivi notarili. Il Lavoro, 109 direzioni. L’Istruzione, 104 uffici scolastici e 108 sedi del Consiglio nazionale delle ricerche. L’Interno, 106 prefetture e 103 Questure. Il Corpo forestale dello Stato, vigilato dall’Agricoltura, ha 98 comandi locali. Il ministero dei Beni culturali, 120 soprintendenze e archivi di Stato. Lo Sviluppo economico vigila sulle 105 Camere di commercio, che a loro volta hanno 103 Camere di conciliazione...

(tratto dal Corriere della Sera "IL LIBRO (E IL BILANCIO) DI COTTARELLI" Diecimila sedi dello Stato. La spesa pubblica che ci soffoca. Inefficienze, enti che si moltiplicano e paradossi nel racconto del commissario alla revisione della spesa" di Sergio Rizzo)


venerdì 17 aprile 2015

Succede in Italia: non rieletta al Parlamento Europeo, nominata nel cda di un Ente

Secondo voi cosa succede ai politici non rieletti?

Tornano a fare il lavoro di prima e arrivederci e grazie alla politica...

Licia Ronzulli ha speso una legislatura al Parlamento Europeo. Non rieletta alle Europee del 2014, non é ritornata a fare l'infermiera, sua professione prima di entrare in politica, bensí...

Il 27 Marzo 2015, il Comitato Esecutivo di Fondazione Fiera ha deliberato la proposta di nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione di Fiera Milano SpA per i prossimi tre esercizi, indicando quale Vicepresidente la Signora Licia Ronzulli già europarlamentare del partito del Popolo delle Libertà dal 2009 al 2014 (tratto da http://www.lombardia5stelle.it/

Col grande bisogno che c'é di brave infermiere negli ospedali della Penisola, perché togliere una risorsa cosí importante agli ospedali a favore di une Ente che con le scienze infermieristiche non ha nulla a che spartire? 

Qui le notizie di Wikipedia: 
  • http://it.wikipedia.org/wiki/Licia_Ronzulli 
  • http://eg.wikipedia.org/wiki/Licia_Ronzulli che a differenza della versione italiana menziona una laurea in psicologia (she graduated in psychology) 

I dirigenti statali prendono il premio senza risultati. Come cambiare questo andazzo?



Tra i dirigenti pubblici in Italia quasi tutti li raggiungono mentre in Inghilterra soltanto il 25% vale a dire uno su 4 ottiene il premio di risultato.

 Complessivamente, il "premio di risultato" per i dirigenti pubblici italiani rappresenta circa il 25% della loro voce di stipendio e costa in totale 800 milioni l’anno. Per abolire i consigli provinciali invece abbiamo risparmiato solo 110 milioni.

Il problema è che in Italia di fatto il premio di risultato si ottiene anche se l’obbiettivo non viene raggiunto.

La soluzione sarebbe semplice: si fa quello che fanno nelle aziende private. Ovvero: si usa la "distribuzione normale" dei bonus usando una curva di Gauss. In altre parole, si calcola la media relativa delle performance tra tutti i dipendenti di una determinata organizzazione e partendo da quella media si stabilisce un 15% di dipendenti eccellenti (che sono andati molto di più oltre la media), un 80% di dipendenti che si avvicina alla media e un 20% di dipendenti che è molto distante dalla media. Il 15% migliore prenderà il bonus, gli altri no. Amen.

martedì 7 aprile 2015

C'è un'indennità per scrutinare alle elezioni COMITES