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Ci diamo da fare per fermare il declino dando voce agli Italiani all'estero che si adoperano per un'Italia migliore. Quindi più libertaria.
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martedì 23 ottobre 2018
Comites: Cosa fare a seguito della Brexit - 23 Ottobre 2018
giovedì 23 novembre 2017
Posizione del Comites Londra su Brexit (21 Novembre 2017)
Posizione del Comites Londra su Brexit
Posted on 21 novembre 2017 by Margherita Bigonzi
Il Comites di Londra segue con grande attenzione gli sviluppi della negoziazione in corso tra GB ed UE. Con questo documento vuole esprimere la propria posizione sulle problematiche che coinvolgono la comunità italiana.
Il primo ministro britannico Theresa May, ha comunicato la volontà di completare l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea il 29 marzo 2019.
La proposta del governo britannico è quella di implementare il sistema di Settle Status per la registrazione dei cittadini europei, sistema che ad oggi non è stato ancora ben definito.
Il Primo Ministro Theresa May, nella lettera ai cittadini europei del 19 ottobre 2017, e la Ministro dell’Interno, Amber Rudd, il 7 novembre 2017, hanno specificato l’intenzione di semplificare il più possibile il processo di registrazione ma molto resta ancora da chiarire.
Durante la conferenza stampa congiunta UE-UK, tenutasi il 10 novembre scorso, al termine dell’ultimo round di negoziazioni, il rappresentante dell’Unione Europea ha notato che alcuni progressi sul tema dei diritti dei cittadini sono stati fatti e che nonostante ciò, questi non sono stati ritenuti sufficienti per poter procedere alla seconda fase di negoziazione.
Attualmente i negoziati sono fermi alla prima fase volta a trovare un accordo su:
- Divorce Bill
- Diritti dei cittadini
- Confine fra la Repubblica dell’Irlanda e Irlanda del Nord
Rispetto ai negoziati attualmente in corso, il Comites di Londra prenderà delle iniziative politiche e sociali a tutela degli interessi delle comunità dei cittadini italiani.
Questo Comites, eserciterà pressione sulle istituzioni italiane e britanniche, in rappresentanza degli interessi della cittadinanza, sulle seguenti tematiche:
- Mantenimento di tutti i diritti acquisiti come cittadini UE, compreso il ricongiungimento familiare ed il diritto di voto all’elezioni amministrative.
- Procedura semplice e non discriminatoria per avere il nuovo status post Brexit.
- Garanzia che a tutti i cittadini italiani emigrati prima del 1973, che posseggono l’Indefinite Leave to Remain (precedentemente chiamato Settlement Status), vengano garantiti gli stessi diritti che hanno acquisito come cittadini UE, ottenendo automaticamente il nuovo status, senza nessuna procedura di application.
- Garanzia che per tutti i cittadini italiani in possesso della Permanent Residence, venga garantito il nuovo status in modo gratuito, con una procedura di application
- Richiesta che per tutti i cittadini italiani iscritti all’AIRE faccia testo la data di iscrizione per provare la durata della propria residenza del Regno Unito ai fini dell’application per il Settled
- I Consolati e l’Ambasciata debbono sostenere e difendere la comunità più anziana nel caso di assenza di documenti che certificano la continuità dell’ILR, per far sì che l’Home Office non si comporti in modo discriminatorio nei loro confronti.
- Il Ministero Affari Esteri, per tramite della Missione Diplomatica, deve intervenire e supportare questo COMITES nel caso venga rigettata, a qualsiasi cittadino italiano che abbia maturato i 5 anni di residenza, la domanda per acquisire il nuovo status per rimanere nel Regno Unito.
- In accordo con la posizione dell’UE, ci sia un livello di giudizio indipendente che garantisca l’applicazione dei diritti condivisi derivanti dagli accordi UE – UK.
In questa fase storica è importante l’unione di tutte le realtà italiane presenti sul territorio, indipendentemente dall’appartenenza partitica e politica.
Il Comites Londra s’impegna a collaborare e a promuovere la coordinazione di tutte le realtà istituzionali, dei patronati e delle associazioni, per tutelare e sostenere i diritti dei cittadini italiani, per far in modo che la comunità tutta possa essere sempre aggiornata ed informata sugli sviluppi della negoziazione.
Tutti i Comites, i Patronati e le associazioni devono collaborare assieme per l’obiettivo comune, ovvero la tutela dei diritti di cittadinanza europea acquisiti dalla comunità italiana.
venerdì 13 gennaio 2017
Convocazione seduta ordinaria del Comites di Londra - 15 gennaio 2017
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martedì 22 novembre 2016
ANNUNCIO - Seduta ordinaria del Comites di Londra 27 Novembre 2016
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giovedì 1 settembre 2016
Il Comites di Londra torna a lavoro: assemblea l'11 settembre 2016
Il Comites di Londra torna a lavoro: assemblea l'11 sett. https://t.co/N41xeZSHQl@CinemaItaliaUK @lreluigi @ItalianKingdom @ItalianChamUK— AgenziaStampaEstero (@AiseStampa) September 1, 2016
giovedì 4 febbraio 2016
COMITES di Londra: ci sarà una seduta il 5 febbraio 2016 aperta al pubblico
Il Presidente Pietro Molle ha convocato una riunione ordinaria del Comites di Londra il 5 febbraio 2016, alle ore 18:00.
La riunione si terrà presso il Consolato Generale d’Italia in Londra, 83/86 Farringdon Street, Londra EC4A 4BL
L’assemblea si incontrerà per deliberare sul seguente ordine del giorno:
Ipotetico orario di chiusura dei lavori: 20.00.
Il pubblico potrà assistere alla seduta.
Sito del COMITES: http://www.comiteslondra.info
La riunione si terrà presso il Consolato Generale d’Italia in Londra, 83/86 Farringdon Street, Londra EC4A 4BL
L’assemblea si incontrerà per deliberare sul seguente ordine del giorno:
- Approvazione del verbale della seduta del Comites del 13 dicembre 2015;
- Approvazione del Bilancio Consuntivo 2015;
- Nomina dei Revisori dei Conti;
- Relazione del Presidente sulle attività svolte;
- Relazione dei Presidenti delle Commissioni sulle attività svolte;
- Formazione di un elenco della stampa italiana in UK al fine di comunicare le convocazioni delle sedute del Comites;
- Varie ed eventuali;
Ipotetico orario di chiusura dei lavori: 20.00.
Il pubblico potrà assistere alla seduta.
Compatibilmente con le esigenze di orario di chiusura dei lavori, il Presidente della seduta avrà la facoltà di concedere la parola ai membri del pubblico che ne abbiano fatto richiesta al Segretario all’inizio della seduta.
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Sito del COMITES: http://www.comiteslondra.info
mercoledì 16 dicembre 2015
Comites di Londra: cerca un collaboratore
Vuoi lavorare con il Comites di Londra?Cerchiamo un/a segretario/a di ufficio part-time con mansioni: amministrative,...
Posted by Comites di Londra on Tuesday, 15 December 2015
venerdì 20 novembre 2015
lunedì 9 novembre 2015
Insegnamento e promozione della lingua e cultura italiana all’estero – quasi 30mila studenti persi in un solo triennio
Viene drammaticamente ridotto il contingente di docenti di ruolo all’estero senza sostituirli con docenti assunti in loco – decine di migliaia sono gli studenti persi in un solo triennio.
L’Italia dispone di un’estesa rete di istituzioni scolastiche all’estero di cui la principale in assoluto è rappresentata dai corsi di lingua e cultura italiana ex art. 636, D. Lgs 297/94, i quali raggiungono una vastissima utenza. Questi corsi si sono trasformati nel tempo in un dispositivo primario per la diffusione e promozione della lingua e cultura italiana all’estero, grazie anche alla loro capillare presenza a livello mondiale.
Come è ben noto la lingua italiana rappresenta uno strumento indispensabile di promozione culturale, di società, di mobilità e turismo, nonchè volano del settore economico. Reggere una reale azione di sostegno dell’insegnamento dell’italiano all’estero diviene lungimirante e mostra capacità di visione.
I corsi di lingua e cultura italiana all’estero sono stati portati avanti, negli ultimi anni, da istituzioni
senza fini di lucro, gli “enti gestori”. Ai docenti assunti localmente da questi enti si affiancano docenti di ruolo provenienti dall’Italia. Il controllo è affidato, sotto un’ottica generale, da una parte dalle Autorità consolari e dall’altra al Dirigente scolastico responsabile per l’area. La collaborazione esplicata tramite gli “enti gestori”, prevede in generale la presa in carico totale o parziale degli oneri di docenza, della stessa formazione dei docenti, come anche la fornitura di materiale didattico
Trattasi non solo di corsi extrascolastici ma in gran parte inseriti, a vario titolo, nelle scuole locali, grazie a specifiche convenzioni sottoscritte dalla rete diplomatico-consolare con le autorità scolastiche del Paese. Processo messo in atto per facilitare l’inserimento dell’italiano nei diversi sistemi d’istruzione.
Una specifica Commissione per lo “spending review” ha operato nel 2012 per conto del MAECI ed è entrata nel merito della questione. Questa ha lavorato per un complessivo riordino e riqualificazione della spesa, tra cui quella sulla razionalizzazione dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero. Commissione che si è avvalsa di elementi informativi sul bilancio della Farnesina, sulle sue risorse umane e strutturali, effettuando anche un’analisi comparata rispetto ad altri paesi europei; i cui dettami sono stati in gran parte la linea portante dello “spending review” effettuato negli ultimi tre anni nel MAECI.
La Commissione nelle sue conclusioni, come obiettivo prioritario e d’applicazione immediata, ha raccomandato:
“di ridurre il contingente di docenti di ruolo all’estero, operando una graduale sostituzione con docenti assunti localmente; di dedicare le risorse così liberate all’intensificazione delle politiche linguistico-culturali.”
Tutto ciò avrebbe sensibilmente ridotto i costi per i trasferimenti e per le indennità di servizio all’estero e avrebbe offerto anche opportunità di lavoro per giovani laureati qualificati; fatta eccezione ai soli Dirigenti Scolastici, che avrebbero continuato a svolgere un importante ruolo di vigilanza e coordinamento d’area.
Seguendo le indicazioni in merito allo “Spending review”, si è proceduto ed in maniera accellerata, rispetto ai tempi previsti, ad una progressiva riduzione del contingente scolastico per l’estero e proveniente dall’Italia – Piano che, come già stabilito, procederà sino al 2018.
Purtroppo, si è venuti meno ed in palese contraddizione ai dettami della stessa Commissione dello “Spendig review”, nella parte riguardante la graduale sostituzione con docenti assunti localmente. I fondi, infatti, per i corsi di lingua e cultura italiana all’estero, portati avanti dagli “enti gestori”, hanno continuato a subire continui tagli, risultando per alcuni versi i capitoli di bilancio di gran lunga più dissanguati – addirittura, se si considera dal 2008 ad oggi, vi sono stati tagli per oltre il 60% su questi capitoli di spesa.
Partendo dal 2012, cioè da quando è stato stilato il rapporto della Commissione, vi è stata una perdita di studenti frequentanti di circa il 30% sul totale. Dalle seguenti cifre, fornite dallo stesso MAECI, il numero degli alunni dei corsi ex art.636, D.Lgs 297/94, risulta:
nell’anno 2012, alunni 315.953;
nell’anno 2013, alunni 296.497;
nell’anno 2014, alunni 288.141 (cifra che rappresenta l’ultimo dato statistico fornito nel mese di luglio 2015).
Quindi, si è avuta una riduzione nel numero degli studenti di ben 27.812 unità. Un danno immenso, anche dal punto di vista economico, se si considera il potenziale indotto economic/culturale di un così gran numero di alunni persi.
Si chiede pertanto alle Autorità di governo di rimodulare seriamente i finanziamenti in modo da minimizzare le gravi criticità emerse negli ultimi anni, in particolar modo a favore del capitolo di spesa n.3153 sui corsi di lingua e cultura italiana ex art. 636, D. Lgs 297/94 ; di rispettare le chiare indicazioni date nel 2012 dalla Commissione per lo “spending review”, tramite una graduale sostituzione delle cattedre scoperte, con docenti assunti in loco.
Bisogna dare agli stessi italiani all’estero, in gran parte figli dell’ultima ondata emigratoria e molto preparati, il compito e la responsabilità di promuovere la lingua di Dante nelle rispettive nazioni di residenza.
Se passiamo ad un confronto con i tipi d’investimenti di altri Paesi europei consimili sulle loro lingue rispetto l’Italia ne vien fuori una realtà agghiacciante, la Gran Bretagna investe 826 milioni l’anno, la Francia 760 milioni, la Germania 218 milioni, la Spagna 80 milioni, mentre L’Italia elargisce contributi a Enti ed Associazioni per corsi di lingua e cultura italiana per meno di 10 milioni l’anno. Somma addirittura possible di ulteriori tagli con la nuova Legge di stabilità 2016. Ci saranno da parte di chi ha proposto i nuovi tagli delle ragioni, peccato che la ragione non le conosce.
Sergio Mattarella, primo Presidente della Repubblica a partecipare ad un convegno sull’insegnamento dell’italiano, qualche mese fa ha dichiarato:
“Il confronto con le risorse impiegate da altri Paesi europei per promuovere la propria lingua fa capire quanto sarebbe necessario un impegno finanziario maggiore da parte dello Stato”.
Noi, ci facciamo promotori di questa esplicita richiesta, aggiungendo di non dubitare che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare le cose. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.
Luigi Reale
(UK)
L’Italia dispone di un’estesa rete di istituzioni scolastiche all’estero di cui la principale in assoluto è rappresentata dai corsi di lingua e cultura italiana ex art. 636, D. Lgs 297/94, i quali raggiungono una vastissima utenza. Questi corsi si sono trasformati nel tempo in un dispositivo primario per la diffusione e promozione della lingua e cultura italiana all’estero, grazie anche alla loro capillare presenza a livello mondiale.
Come è ben noto la lingua italiana rappresenta uno strumento indispensabile di promozione culturale, di società, di mobilità e turismo, nonchè volano del settore economico. Reggere una reale azione di sostegno dell’insegnamento dell’italiano all’estero diviene lungimirante e mostra capacità di visione.
I corsi di lingua e cultura italiana all’estero sono stati portati avanti, negli ultimi anni, da istituzioni
senza fini di lucro, gli “enti gestori”. Ai docenti assunti localmente da questi enti si affiancano docenti di ruolo provenienti dall’Italia. Il controllo è affidato, sotto un’ottica generale, da una parte dalle Autorità consolari e dall’altra al Dirigente scolastico responsabile per l’area. La collaborazione esplicata tramite gli “enti gestori”, prevede in generale la presa in carico totale o parziale degli oneri di docenza, della stessa formazione dei docenti, come anche la fornitura di materiale didattico
Trattasi non solo di corsi extrascolastici ma in gran parte inseriti, a vario titolo, nelle scuole locali, grazie a specifiche convenzioni sottoscritte dalla rete diplomatico-consolare con le autorità scolastiche del Paese. Processo messo in atto per facilitare l’inserimento dell’italiano nei diversi sistemi d’istruzione.
Una specifica Commissione per lo “spending review” ha operato nel 2012 per conto del MAECI ed è entrata nel merito della questione. Questa ha lavorato per un complessivo riordino e riqualificazione della spesa, tra cui quella sulla razionalizzazione dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero. Commissione che si è avvalsa di elementi informativi sul bilancio della Farnesina, sulle sue risorse umane e strutturali, effettuando anche un’analisi comparata rispetto ad altri paesi europei; i cui dettami sono stati in gran parte la linea portante dello “spending review” effettuato negli ultimi tre anni nel MAECI.
La Commissione nelle sue conclusioni, come obiettivo prioritario e d’applicazione immediata, ha raccomandato:
“di ridurre il contingente di docenti di ruolo all’estero, operando una graduale sostituzione con docenti assunti localmente; di dedicare le risorse così liberate all’intensificazione delle politiche linguistico-culturali.”
Tutto ciò avrebbe sensibilmente ridotto i costi per i trasferimenti e per le indennità di servizio all’estero e avrebbe offerto anche opportunità di lavoro per giovani laureati qualificati; fatta eccezione ai soli Dirigenti Scolastici, che avrebbero continuato a svolgere un importante ruolo di vigilanza e coordinamento d’area.
Seguendo le indicazioni in merito allo “Spending review”, si è proceduto ed in maniera accellerata, rispetto ai tempi previsti, ad una progressiva riduzione del contingente scolastico per l’estero e proveniente dall’Italia – Piano che, come già stabilito, procederà sino al 2018.
Purtroppo, si è venuti meno ed in palese contraddizione ai dettami della stessa Commissione dello “Spendig review”, nella parte riguardante la graduale sostituzione con docenti assunti localmente. I fondi, infatti, per i corsi di lingua e cultura italiana all’estero, portati avanti dagli “enti gestori”, hanno continuato a subire continui tagli, risultando per alcuni versi i capitoli di bilancio di gran lunga più dissanguati – addirittura, se si considera dal 2008 ad oggi, vi sono stati tagli per oltre il 60% su questi capitoli di spesa.
Partendo dal 2012, cioè da quando è stato stilato il rapporto della Commissione, vi è stata una perdita di studenti frequentanti di circa il 30% sul totale. Dalle seguenti cifre, fornite dallo stesso MAECI, il numero degli alunni dei corsi ex art.636, D.Lgs 297/94, risulta:
nell’anno 2012, alunni 315.953;
nell’anno 2013, alunni 296.497;
nell’anno 2014, alunni 288.141 (cifra che rappresenta l’ultimo dato statistico fornito nel mese di luglio 2015).
Quindi, si è avuta una riduzione nel numero degli studenti di ben 27.812 unità. Un danno immenso, anche dal punto di vista economico, se si considera il potenziale indotto economic/culturale di un così gran numero di alunni persi.
Si chiede pertanto alle Autorità di governo di rimodulare seriamente i finanziamenti in modo da minimizzare le gravi criticità emerse negli ultimi anni, in particolar modo a favore del capitolo di spesa n.3153 sui corsi di lingua e cultura italiana ex art. 636, D. Lgs 297/94 ; di rispettare le chiare indicazioni date nel 2012 dalla Commissione per lo “spending review”, tramite una graduale sostituzione delle cattedre scoperte, con docenti assunti in loco.
Bisogna dare agli stessi italiani all’estero, in gran parte figli dell’ultima ondata emigratoria e molto preparati, il compito e la responsabilità di promuovere la lingua di Dante nelle rispettive nazioni di residenza.
Se passiamo ad un confronto con i tipi d’investimenti di altri Paesi europei consimili sulle loro lingue rispetto l’Italia ne vien fuori una realtà agghiacciante, la Gran Bretagna investe 826 milioni l’anno, la Francia 760 milioni, la Germania 218 milioni, la Spagna 80 milioni, mentre L’Italia elargisce contributi a Enti ed Associazioni per corsi di lingua e cultura italiana per meno di 10 milioni l’anno. Somma addirittura possible di ulteriori tagli con la nuova Legge di stabilità 2016. Ci saranno da parte di chi ha proposto i nuovi tagli delle ragioni, peccato che la ragione non le conosce.
Sergio Mattarella, primo Presidente della Repubblica a partecipare ad un convegno sull’insegnamento dell’italiano, qualche mese fa ha dichiarato:
“Il confronto con le risorse impiegate da altri Paesi europei per promuovere la propria lingua fa capire quanto sarebbe necessario un impegno finanziario maggiore da parte dello Stato”.
Noi, ci facciamo promotori di questa esplicita richiesta, aggiungendo di non dubitare che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare le cose. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.
Luigi Reale
(UK)
L’insegnamento della lingua italiana all’estero? Una risorsa d’indotto strategica molto importante per l’Italia
Ospitiamo volentieri un articolo della vice presidente del COMITES di londra Maria Iacuzio sulla lingua italiana.
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L’insegnamento della lingua italiana all’estero? Una risorsa d’indotto strategica molto importante per l’Italia ...e poi sin dal 2008 si è dissanguato il capitolo di spesa 3153 sui corsi di lingua e cultura
Fa piacere notare le molte dichiarazioni da parte di importanti esponenti di governo e non solo, cui considerano l’insegnamento della lingua all’estero: una risorsa d’indotto molto importante per l’Italia, un investimento economico strategico. Dispiace che poi non ci siano di conseguenza azioni o proposte in campo, praticabili da subito, atte ad invertire un ‘trend’ negativo. Avere delle idee positive sull’importanza della lingua italiana è una bella cosa, ma bisogna anche sapere come portarle avanti. Questa situazione, oltremodo, mortifica tantissimi cittadini italiani residenti all’estero di nuova emigrazione, ai quali si aggiungono moltissimi discendenti italiani, veri protagonisti della stessa immagine dell’Italia nel mondo.
Proprio in questi giorni da sicure indiscrezioni sulla Legge di stabilità 2016, si prevede un ulteriore consistente taglio, nella misura di quasi il 30% sul capitolo di spesa 3153, dei corsi ex art. 636, D. Lgs 297/94. Fortunatamente, grazie anche all’avveduto intervento di alcuni parlamentari eletti all’estero, questo serio e micidiale decurtamento sarà probabilmente annullato ed il capitolo di spesa del MAECI n. 3153 rifinanziato come in precedenza, speriamo che sia così.
A nostro parere, resta una forte e strutturale criticità sulla materia, accumulatasi negli anni precedenti, che sta causando un triste e penoso declino dell’insegnamento e promozione della lingua e cultura italiana all’estero.
Questa situazione ha determinato un arretramento marcato nella diffusione dell’insegnamento della lingua e cultura italiana in molti Paesi, al di là di quello che si dice. Partendo dal 2012, infatti, cioè da quando è stato stilato il rapporto della Commissione, dati alla mano, vi è stata una perdita di studenti frequentanti di circa il 30% sul totale, circa il numero degli alunni dei corsi ex art.636, D.Lgs 297/94. Più precisamente, si è avuta una riduzione nel numero degli studenti di ben 27.812 unità. Seguono i dati numerici del triennio in questione:

nell’anno 2012, alunni 315.953;
nell’anno 2013, alunni 296.497;
nell’anno 2014, alunni 288.141 (cifra che rappresenta l’ultimo dato statistico fornito nel mese di luglio 2015).
Pena la perdita di altre migliaia di studenti anche per l’anno scolastico 2015, considerando il ‘trent’ negativo. Dati gravi ed allarmanti, imbarazzantemente incontrovertibili, pertanto si chiede alle Autorità di Governo di rifinanziare adeguatamente i capitoli di spesa relativi a questa materia, partendo semmai dai risparmi di spesa su altri capitoli. È necessario intervenire ancor più marcatamente su capitoli di bilancio, come il n.3153, ex art. 636, D. Lgs 297/94, gravemente in sofferenza. Ci si rende conto della particolare congiuntura economica, ma è altrettanto chiarissimo ai nostri occhi che non intervenire costerà molto di più.
In conclusione per meglio capire qual'e' la reale politica, in termini finanziari, sulla promozione della lingua e cultura italiana all'estero sagace e' agghiacciante e' il confronto con altri Paesi europei:
la Gran Bretagna investe 826 milioni l’anno, la Francia 760 milioni, la Germania 218 milioni, la Spagna 80 milioni, mentre L’Italia elargisce contributi a Enti ed Associazioni per corsi di lingua e cultura italiana per meno di 10 milioni l’anno.
E' profondamente ingiusto, al di la' di tante belle parole, cosi' come viene realmente nei fatti considerata e supportata la promozione della lingua italiana all'estero.
Maria Iacuzio

L’insegnamento della lingua italiana all’estero? Una risorsa d’indotto strategica molto importante per l’Italia ...e poi sin dal 2008 si è dissanguato il capitolo di spesa 3153 sui corsi di lingua e cultura
Fa piacere notare le molte dichiarazioni da parte di importanti esponenti di governo e non solo, cui considerano l’insegnamento della lingua all’estero: una risorsa d’indotto molto importante per l’Italia, un investimento economico strategico. Dispiace che poi non ci siano di conseguenza azioni o proposte in campo, praticabili da subito, atte ad invertire un ‘trend’ negativo. Avere delle idee positive sull’importanza della lingua italiana è una bella cosa, ma bisogna anche sapere come portarle avanti. Questa situazione, oltremodo, mortifica tantissimi cittadini italiani residenti all’estero di nuova emigrazione, ai quali si aggiungono moltissimi discendenti italiani, veri protagonisti della stessa immagine dell’Italia nel mondo.
Proprio in questi giorni da sicure indiscrezioni sulla Legge di stabilità 2016, si prevede un ulteriore consistente taglio, nella misura di quasi il 30% sul capitolo di spesa 3153, dei corsi ex art. 636, D. Lgs 297/94. Fortunatamente, grazie anche all’avveduto intervento di alcuni parlamentari eletti all’estero, questo serio e micidiale decurtamento sarà probabilmente annullato ed il capitolo di spesa del MAECI n. 3153 rifinanziato come in precedenza, speriamo che sia così.
A nostro parere, resta una forte e strutturale criticità sulla materia, accumulatasi negli anni precedenti, che sta causando un triste e penoso declino dell’insegnamento e promozione della lingua e cultura italiana all’estero.
Questa situazione ha determinato un arretramento marcato nella diffusione dell’insegnamento della lingua e cultura italiana in molti Paesi, al di là di quello che si dice. Partendo dal 2012, infatti, cioè da quando è stato stilato il rapporto della Commissione, dati alla mano, vi è stata una perdita di studenti frequentanti di circa il 30% sul totale, circa il numero degli alunni dei corsi ex art.636, D.Lgs 297/94. Più precisamente, si è avuta una riduzione nel numero degli studenti di ben 27.812 unità. Seguono i dati numerici del triennio in questione:

nell’anno 2012, alunni 315.953;
nell’anno 2013, alunni 296.497;
nell’anno 2014, alunni 288.141 (cifra che rappresenta l’ultimo dato statistico fornito nel mese di luglio 2015).
Pena la perdita di altre migliaia di studenti anche per l’anno scolastico 2015, considerando il ‘trent’ negativo. Dati gravi ed allarmanti, imbarazzantemente incontrovertibili, pertanto si chiede alle Autorità di Governo di rifinanziare adeguatamente i capitoli di spesa relativi a questa materia, partendo semmai dai risparmi di spesa su altri capitoli. È necessario intervenire ancor più marcatamente su capitoli di bilancio, come il n.3153, ex art. 636, D. Lgs 297/94, gravemente in sofferenza. Ci si rende conto della particolare congiuntura economica, ma è altrettanto chiarissimo ai nostri occhi che non intervenire costerà molto di più.
In conclusione per meglio capire qual'e' la reale politica, in termini finanziari, sulla promozione della lingua e cultura italiana all'estero sagace e' agghiacciante e' il confronto con altri Paesi europei:
la Gran Bretagna investe 826 milioni l’anno, la Francia 760 milioni, la Germania 218 milioni, la Spagna 80 milioni, mentre L’Italia elargisce contributi a Enti ed Associazioni per corsi di lingua e cultura italiana per meno di 10 milioni l’anno.
E' profondamente ingiusto, al di la' di tante belle parole, cosi' come viene realmente nei fatti considerata e supportata la promozione della lingua italiana all'estero.
Maria Iacuzio

venerdì 2 ottobre 2015
Sono iniziate le grandi manovre per i CGIE. Ma perchè non li aboliscono invece?
La politica è servizio ma come si sa per molti o per troppi è servizio dei cavoli propri. Non ne è esente la comunità italiana all'estero che anziché imparare dalle cose buone che si trovano nei paesi stranieri come ad esempio, il contenimento delle poltrone e della relativa spesa per mantenerle, si prodiga a mantenere ruoli inutili o comunque sorpassati dalla storia.
Abbiamo i parlamentari che rappresentano gli Italiani all'estero. Bene o male, possiamo fare riferimento a loro se ci sono delle istanze che vogliamo portare all'attenzione di Roma. In più, e non è un particolare da poco, sono stati democraticamente eletti dagli italiani residenti all'estero (dal 40% degli aventi diritto al voto ma, in mancanza d'altro, pur sempre eletti democraticamente).
Non si capisce perchè si debbano spendere altri soldi pubblici per mantenere l'apparato dei CGIE. CGIE che nessuno sa cosa siano.
Durante l'elezione dei COMITES, alcune liste si piccavano dell'importanza di portare "la politica" nel seno dei COMITES stessi. Questo stride con i livelli di astensionismo sia alle elezioni politiche, sintomo che nessun partito riesce a rappresentare neppure lontanamente i bisogni dei cittadini e francamente, il senso di schifo che gli italiani hanno nei confronti del panorama politico attuale e con i livelli di menefreghismo da parte degli italiani all'estero dimostrato durante le elezioni dei COMITES. "La politica" significa che con i voti di parenti ed amichetti e l'astensionismo del 90% degli aventi diritto al voto ti ritrovi ad essere un capetto che si fa bello con le "istituzzioni" (da pronunciare con due z).
Ad onor del vero non si può fare di tutta un'erba un fascio perchè ci sono diversi rappresentanti al COMITES che in effetti hanno un radicamento nella comunità italiana ma è evidente che ci sono i politicanti dei noantri che si infiltrano felicemente.
Ora il CGIE.
Ma possibile che nessuno dei parlamentari che abbiamo si decida a portare avanti seriamente l'abolizione di questi inutili orpelli?
Possibile che la gente non si rivolti di fronte alla perdita di tempo cui si incastrano le istituzzioni (di nuovo con 2 z)?
Infine, se rappresentante deve essere, speriamo che almeno sia qualcuno che ha preso qualche voto in seno alle elezioni dei COMITES. Mal che vada sarà uno poco votato ma comunque votato dalla base e non messo li per manovre di palazzo. Anche se fossero manovre da palazzetto.
Abbiamo i parlamentari che rappresentano gli Italiani all'estero. Bene o male, possiamo fare riferimento a loro se ci sono delle istanze che vogliamo portare all'attenzione di Roma. In più, e non è un particolare da poco, sono stati democraticamente eletti dagli italiani residenti all'estero (dal 40% degli aventi diritto al voto ma, in mancanza d'altro, pur sempre eletti democraticamente).
Non si capisce perchè si debbano spendere altri soldi pubblici per mantenere l'apparato dei CGIE. CGIE che nessuno sa cosa siano.
Durante l'elezione dei COMITES, alcune liste si piccavano dell'importanza di portare "la politica" nel seno dei COMITES stessi. Questo stride con i livelli di astensionismo sia alle elezioni politiche, sintomo che nessun partito riesce a rappresentare neppure lontanamente i bisogni dei cittadini e francamente, il senso di schifo che gli italiani hanno nei confronti del panorama politico attuale e con i livelli di menefreghismo da parte degli italiani all'estero dimostrato durante le elezioni dei COMITES. "La politica" significa che con i voti di parenti ed amichetti e l'astensionismo del 90% degli aventi diritto al voto ti ritrovi ad essere un capetto che si fa bello con le "istituzzioni" (da pronunciare con due z).
Ad onor del vero non si può fare di tutta un'erba un fascio perchè ci sono diversi rappresentanti al COMITES che in effetti hanno un radicamento nella comunità italiana ma è evidente che ci sono i politicanti dei noantri che si infiltrano felicemente.
Ora il CGIE.
Ma possibile che nessuno dei parlamentari che abbiamo si decida a portare avanti seriamente l'abolizione di questi inutili orpelli?
Possibile che la gente non si rivolti di fronte alla perdita di tempo cui si incastrano le istituzzioni (di nuovo con 2 z)?
Infine, se rappresentante deve essere, speriamo che almeno sia qualcuno che ha preso qualche voto in seno alle elezioni dei COMITES. Mal che vada sarà uno poco votato ma comunque votato dalla base e non messo li per manovre di palazzo. Anche se fossero manovre da palazzetto.
martedì 29 settembre 2015
Risultati Elezioni CGIE Regno Unito 2015
Il 26 settembre 2015 si è svolta presso l’Istituto Italiano di Cultura l’Assemblea Paese per l’elezione dei 2 membri del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) assegnati al Regno Unito.
Hanno partecipato 43 elettori (su 53 componenti l’Assemblea).
L’elezione dell’Ufficio di Presidenza, è risultata la seguente: Presidente: Leonardo Simonelli Santi (Presidente “Club di Londra”); Vice Presidente: Ezio Luigi Fabiani, (Comites Londra); Segretario: Emanuele Bernardini (Comites Manchester); Segretario: Michele Andrea Pisauro (Comites Londra).
I candidati sono stati 8, (6 facenti parte dell’elettorato attivo e 2 dell’elettorato passivo), tutti in possesso della cittadinanza italiana.
Al termine dello scrutinio, il Presidente ha dato lettura dei seguenti risultati:
Schede votate: 42
Schede bianche: 1
Schede nulle: 0
Preferenze:
- Luigi Billé: 15
- Manfredi Nulli: 11
- Roberto Stasi: 7
- Alberto Bertali: 6
- Maura Favretto: 2
- Bruno Cabrelli: 1
- Claudio Antonucci: 0
- Fiorentino Manocchio: 0
Voti validi: 42.
L'Assemblea ha eletto i seguenti candidati:
1) Luigi Billé (Comites di Londra)
2) Manfredi Nulli (candidato esterno)
per saperne di piu' - il CGIE sul sito della Farnesina
Hanno partecipato 43 elettori (su 53 componenti l’Assemblea).
L’elezione dell’Ufficio di Presidenza, è risultata la seguente: Presidente: Leonardo Simonelli Santi (Presidente “Club di Londra”); Vice Presidente: Ezio Luigi Fabiani, (Comites Londra); Segretario: Emanuele Bernardini (Comites Manchester); Segretario: Michele Andrea Pisauro (Comites Londra).
I candidati sono stati 8, (6 facenti parte dell’elettorato attivo e 2 dell’elettorato passivo), tutti in possesso della cittadinanza italiana.
Al termine dello scrutinio, il Presidente ha dato lettura dei seguenti risultati:
Schede votate: 42
Schede bianche: 1
Schede nulle: 0
Preferenze:
- Luigi Billé: 15
- Manfredi Nulli: 11
- Roberto Stasi: 7
- Alberto Bertali: 6
- Maura Favretto: 2
- Bruno Cabrelli: 1
- Claudio Antonucci: 0
- Fiorentino Manocchio: 0
Voti validi: 42.
L'Assemblea ha eletto i seguenti candidati:
1) Luigi Billé (Comites di Londra)
2) Manfredi Nulli (candidato esterno)
per saperne di piu' - il CGIE sul sito della Farnesina
lunedì 1 giugno 2015
#COMITES di #Londra: seduta del 30 Maggio 2015
Con il consueto interesse seguiamo i lavori del nostro (in quanto residenti quassú) organo di rappresentanza presso le autorità consolari. Cerchiamo di capire chi é trasparente e ci fa sapere quello che viene deciso. Per farlo seguiamo i social media. Se poi, i consiglieri hanno altri mezzi per rendere pubbliche le decisioni e le discussioni, ci faranno sapere.
Il resoconto é disponibile qui:
- Lista ItalUK:
- MIE Circolo di Londra (solo annuncio della convocazione della seduta): Convocazione Seduta Straordinaria
Il resoconto é disponibile qui:
- Lista ItalUK:
QUESTO IL VERBALE DELLA PRIMA SEDUTA APPROVATO OGGI. PER NOI COME LISTA ITALUK E' UN PASSO DI VERITA' INPORTANTE... http://t.co/fRvj5X2sXg
— ItalUK (@ItalUK_comites) May 30, 2015
- Lista Moving Forward: Seduta Straordinaria del COMITES- MIE Circolo di Londra (solo annuncio della convocazione della seduta): Convocazione Seduta Straordinaria
giovedì 28 maggio 2015
Il #comites di Londra si riunirà sabato 30 Maggio alle ore 10.30
Il #comites di Londra si riunirà sabato 30 Maggio alle ore 10.30 http://t.co/Oqj7M3di0O #ComitesLondra— Moving Forward (@mvng_frwrd) May 27, 2015
mercoledì 27 maggio 2015
Comites di Londra: una proposta per l'autentica delle firme anche da parte dei Consoli onorari
Si iniziano a vedere delle iniziative da parte dei membri del neo eletto COMITES di Londra. La vice presidente del Comites, Maria Iacuzio ed il consigliere Luigi Reale, entrambi eletti nella lista civica "ItalUk" hanno depositato una mozione con l’auspicio che sia condivisa e fatta propria da
qualche parlamentare che la ponga all’attenzione del Governo.
In pratica si tratta di dare la possibilità ai Consoli ed ai Vice-consoli onorari il potere di autenticare le firme per poter dare un servizio più agevole ai cittadini italiani, in particolar modo se anziani o con possibilità di movimento limitata, residenti in zone periferiche rispetto alla sede del Consolato.
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Qui il testo:
PREMESSO CHE
* l'articolo 1 della Costituzione Italiana recita che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”;
* l'articolo 3 della Costituzione Italiana recita che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
* l'articolo 48 della Costituzione Italiana recita che “La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge”
* l'articolo 71 della Costituzione Italiana recita che “Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.”; -
* l'articolo 75 della Costituzione Italiana recita che “E` indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.”;
CONSIDERATO CHE
Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione;
* Visto l'articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, come modificato dall'articolo 1, comma 6, lettera e), della legge 24 novembre 2000, n. 340;
* Visto il punto 4) dell'allegato 3 della legge 8 marzo 1999, n. 50;
* Visto il decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa;
* Visto il decreto del Presidente della Repubblica recante il testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di documentazione amministrativa;
* Viste le preliminari deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle riunioni del 25 agosto 2000 e del 6 ottobre 2000;
* Visto il parere della Conferenza Stato-citta', ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nella riunione del 14 settembre 2000;
* Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli alti normativi nell'adunanza del 18 settembre 2000;
* Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
* Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 15 dicembre 2000;
* Considerato l’art. 21 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 che nello specifico, sull’autentificazione delle sottoscrizioni, stabilisce:
> L'autenticità della sottoscrizione di qualsiasi istanza o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da produrre agli organi della pubblica amministrazione, nonché ai gestori di servizi pubblici è garantita con le modalita' di cui all'art. 38, comma 2 e comma 3.
> Se l'istanza o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà è presentata a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1 o a questi ultimi al fine della riscossione da parte di terzi di benefici economici, l'autenticazione redatta da un notaio, cancelliere, segretario comunale, dal dipendente addetto a ricevere la documentazione o altro dipendente incaricato dal Sindaco; in tale ultimo caso, l'autenticazione è redatta di seguito alla sottoscrizione e il pubblico ufficiale, che autentica, attesta che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identità del dichiarante, indicando le modalita' di identificazione, la data ed il luogo di autenticazione, il proprio nome, cognome e la qualifica rivestita, nonché apponendo la propria firma e il timbro dell'ufficio.
Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione;
* Visto l'articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, come modificato dall'articolo 1, comma 6, lettera e), della legge 24 novembre 2000, n. 340;
* Visto il punto 4) dell'allegato 3 della legge 8 marzo 1999, n. 50;
* Visto il decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa;
* Visto il decreto del Presidente della Repubblica recante il testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di documentazione amministrativa;
* Viste le preliminari deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle riunioni del 25 agosto 2000 e del 6 ottobre 2000;
* Visto il parere della Conferenza Stato-citta', ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nella riunione del 14 settembre 2000;
* Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli alti normativi nell'adunanza del 18 settembre 2000;
* Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
* Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 15 dicembre 2000;
* Considerato l’art. 21 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 che nello specifico, sull’autentificazione delle sottoscrizioni, stabilisce:
> L'autenticità della sottoscrizione di qualsiasi istanza o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da produrre agli organi della pubblica amministrazione, nonché ai gestori di servizi pubblici è garantita con le modalita' di cui all'art. 38, comma 2 e comma 3.
> Se l'istanza o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà è presentata a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1 o a questi ultimi al fine della riscossione da parte di terzi di benefici economici, l'autenticazione redatta da un notaio, cancelliere, segretario comunale, dal dipendente addetto a ricevere la documentazione o altro dipendente incaricato dal Sindaco; in tale ultimo caso, l'autenticazione è redatta di seguito alla sottoscrizione e il pubblico ufficiale, che autentica, attesta che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identità del dichiarante, indicando le modalita' di identificazione, la data ed il luogo di autenticazione, il proprio nome, cognome e la qualifica rivestita, nonché apponendo la propria firma e il timbro dell'ufficio.
CHIEDE
che il Governo Italiano renda effettivi i diritti costituzionali succitati dei cittadini italiani residenti all'esteo concedendo con decreto-legge il potere di autentica delle firme ai consoli e vice-consoli onorari previo incarico del Console Generale di riferimento ai sensi all’art. 21 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445”.
Il nuovo COMITES di Londra (eletto ad Aprile 2015)
Consiglieri Eletti:
Lista Mani Unite
- Nicola Del Basso (550 voti)
- Pietro Molle (517)
- Luigi Billè (460)
- Alessandro Gaglione (429)
- Giandomenico Ziliotto (406)
- Vincenzino Auletta (270)
- Liborio Genuardi (225)
- Luigi Reale (475)
- Fiorentino Manocchio (434)
- Vittorio Plava (335)
- Maria Picciano (299)
- Maria Iacuzio (256)
- Martina Cherubini di Simplicio (456)
- Michele Andrea Pisauro (359)
- Tipu Golam Maula (325)
- Laura De Bonfils (320)
- Clara Caleo (278)
- Ezio Luigi Fabiani (122)
mercoledì 6 maggio 2015
Italiani all’estero: rinnovare subito il CGIE
Italiani all’estero: ‘in attesa di riforma, rinnovare subito CGIE’ http://t.co/cMDdG83Dya #comites #CGIE— eligo (@eligo4) May 8, 2015
giovedì 30 aprile 2015
Polemica sui `#Comites: nessuno vota, servono?
lunedì 27 aprile 2015
#Comites di #Londra: il nuovo comitato esecutivo (Aprile 2015)
Si appena conclusa la prima riunione del neo-eletto Comites della Circoscrizione Consolare di Londra. Dopo i saluti e la presentazione dei lavori da parte del console Mazzanti è cominciata la discussione che ha avuto come epilogo la nomina del nuovo comitato esecutivo di quest'organo di rappresentanza della comunità italiana di Londra e Inghilterra meridionale.
Le nomine riflettono i risultati elettorali (vedi #Comites 2015 di #Londra: i consiglieri eletti) e assicurano la più ampia rappresentatività espressa dalle urne.
Qui le cariche:
Presidente: Pietro Molle (#ManiUnite)
Vice Presidente: Maria Iacuzio (#ItalUk)
Segretario: Avv. Alessandro Gaglione (#ManiUnite)
Consiglieri esecutivi:
Congratulazioni ai nuovi membri e buon lavoro a loro e a tutto il COMITES di Londra.
Le nomine riflettono i risultati elettorali (vedi #Comites 2015 di #Londra: i consiglieri eletti) e assicurano la più ampia rappresentatività espressa dalle urne.
Qui le cariche:
Presidente: Pietro Molle (#ManiUnite)
Vice Presidente: Maria Iacuzio (#ItalUk)
Segretario: Avv. Alessandro Gaglione (#ManiUnite)
Consiglieri esecutivi:
- Vincenzino Auletta (#ManiUnite),
- Martina Cherubini di Simplicio (#MovingForward)
- Ezio Luigi Fabiani (#siamoitaliani),
Congratulazioni ai nuovi membri e buon lavoro a loro e a tutto il COMITES di Londra.
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