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martedì 23 ottobre 2018

Comites: Cosa fare a seguito della Brexit - 23 Ottobre 2018

Notizie dal Com.It.Es.

Il Com.It.Es. (Comitato degli Italiani all’Estero) è un organismo nato al fine di tutelare e promuovere i diritti, le esigenze e le aspettative dei cittadini italiani residenti all’estero. Il Comitato quindi, in collaborazione con la rappresentanza diplomatico-consolare di questo Paese, e con il coinvolgimento di enti, associazioni e comitati locali, promuove e realizza opportune iniziative, nelle materie attinenti alla vita sociale e culturale della comunità italiana residente. Il Comitato collabora con il Consolato e con le sue iniziative, fornendo pareri e suggerimenti. Inoltre esso esprime pareri sulle richieste di contributi erogati dal Ministero degli Affari Esteri per la stampa all’estero e per gli enti che organizzano i corsi di lingua e cultura italiana.
Per meglio compiere i suoi compiti istitutivi, il Com.It.Es. ritiene importante iniziare, anche per mezzo di questo foglio, un contatto diretto ed interattivo con le collettività italiane operanti nella nostra circoscrizione consolare di Londra.

Brexit

Come tutti sanno il Regno Unito si appresta a uscire formalmente dall’Unione Europea. Ciò comporterà un notevole cambio nella legislazione e negli impegni assunti dal Governo Britannico non solo nei confronti di organizzazioni e enti europei ma anche nei confronti dei singoli cittadini europei che risiedono in questo Paese. Sappiamo che le notizie discordanti che circolano in questi giorni, costituiscono per i cittadini italiani motivo di confusione e preoccupazione. Abbiamo quindi pensato importante proporvi, fino a quando sarà necessario, una serie di situazioni reali con la relativa risposta, con lo scopo di aiutarvi ad alleviare, almeno in parte, le preoccupazioni più assillanti. Per coloro che volessero approfondire i cambiamenti come verranno proposti da adesso fino alla fine di marzo 2019, vi consigliamo di visitare il nostro sito a www.comiteslondra.info

Le date già stabilite e da tener presente sono:
  • 29 marzo 2019: uscita del Regno Unito dall’Unione Europea
  • 31 dicembre 2020: fine del periodo di transizione
  • 30 giugno 2021: termine ultimo per presentare domanda per ottenere il permesso di residenza a tempo indeterminato

Al momento non ci sono moduli da completare per continuare a risiedere in Gran Bretagna perché, come potete vedere sopra, le regole dell’Unione Europea sono ancora valide.
Per il futuro, possiamo solo prevedere quello che potrebbe succedere quando si concluderà l’accordo che oggi è ancora in negoziazione. Al momento la Gran Bretagna propone di istituire un nuovo permesso di residenza a tempo determinato (Pre-Settled Status) oppure a tempo indeterminato (Settled Status)  che deve essere richiesto da tutti i cittadini europei che ora vivono in questo Paese.
Ovviamente le nuove regole non si applicano ai cittadini europei che possiedono anche la cittadinanza britannica.
Riportiamo di seguito alcune casistiche generali, utili alla comprensione di ciò che potrebbe accadere all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea dopo il 29 marzo 2019.

1. Sono arrivato in Inghilterra a luglio 1965. Cosa dovrei fare?

Coloro che sono arrivati prima del 31 dicembre 1968, hanno ottenuto  dall’Home Office il permesso di risiedere nel Regno Unito a tempo indeterminato (Settled Status) in base alla normativa nazionale britannica e quindi non hanno necessità di fare alcuna altra domanda poiché possiedono già il permesso di soggiorno a tempo indeterminato. Durante una riunione tenuta in Ambasciata d’Italia il rappresentante dell’Home Office, ha però consigliato a tutti di presentare domanda per ottenere il nuovo Settled Statusper praticità, senza pagare alcuna parcella.

2. Sono arrivato  in Inghilterra durante il 1970. Debbo fare domanda per il nuovo Settled Status?

Si, è necessario presentare la domanda per ottenere il nuovo Settled Status. Il Regno Unito ha iniziato a far parte dell’Unione Europea a partire dal 1.mo gennaio 1973, data in cui non si applicano più le norme nazionali. Chi è arrivato quindi in Gran Bretagna dopo il 31 dicembre 1968 non può aver completato il periodo minimo dei quattro anni per ottenere il “settlement” previsto dalla sola legislazione nazionale britannica. Da questa data il diritto alla residenza in questo Paese viene assicurato dalle norme comunitarie. I diritti dei cittadini comunitari dopo il 29 marzo 2019, anche se ancora non codificate, già sono stati assicurati da ambo le parti che sono coinvolti nella negoziazione.

3. Sono residente nel Regno Unito da prima del 29 Marzo 2012 e ho pagato le tasse e contributi in maniera regolare. Dovrò fare la domanda per rimanere in Inghilterra?

Si sarà necessario fare domanda per ottenere il nuovo Settled Status. Se alla data del 29 marzo 2019 si è residenti in questo Paese da più di 5 anni e sono state pagate le tasse e contributi sociali regolarmente, allora l’istituzione britannica accorderà il nuovo Settled Status dopo aver fatto i controlli con i competenti istituti nazionali. Gli istituti che saranno interessati dall’Home Office per i controlli, per il momento, sono la Inland Revenue & Customs e il Department for Work and Pensions, ma è stato chiesto di consultare anche il National Health Service e i registri elettorali dei Comuni.

4. Sono residente nel Regno Unito da più di cinque anni ma ho pagato le tasse e le assicurazioni sociali saltuariamente perché per alcuni periodi ho ricevuto assegni per disoccupazione. Cosa mi succederà?

I rappresentanti dell’Home Office hanno assicurato che faranno tutti i tipi di ricerca per risolvere la questione a favore del cittadino europeo.  Se non riusciranno  ad ottenere autonomamente prove della continuata residenza legale dei cinque anni, chieder all’interessato di provvedere la necessaria documentazione.

5. Sono residente nel Regno Unito da più di cinque anni, ho un sussidio per malattia di lunga durata dal Jobcentre Plus. Potrò ottenere il Settled Status?

Si potrà chiedere il nuovo Settled Status e potrà continuare ad usufruire del sussidio, dei servizi medici ed ospedalieri e di tutti gli diritti e prestazioni, a patto che esse rientrino nel campo di applicazione del regolamento europeo No.883/04.

6. Sono residente in Gran Bretagna per più di cinque anni ed ho una piccola pensione di vecchiaia pagata dal Department for Work and Pensions. Ho diritto di rimanervi dopo il 30 giugno 2021?

 Si, a condizione che si faccia domanda per ottenere il Settled Status. La Direttiva europea No.38/2004 infatti, prevede che coloro che hanno maturato il diritto al trattamento pensionistico nel paese di residenza, maturano anche il diritto al permesso di residenza a tempo indeterminato.

7. Sono residente nel Regno Unito da più di cinque anni. Alcuni anni prima del 2012 sono stato in prigione. Cosa mi accadrà? 

 Si può fare in ogni caso la domanda per ottenere il Settled Status dove è necessario dichiarare di essere stato in prigione. L’ottenere il Settled Statusperò dipende dalla gravità del crimine commesso.

8. Sono residente in Gran Bretagna da più di cinque anni ed ho lavorato in modo autonomo. Debbo fare domanda diversa da quella che faranno i lavoratori dipendenti? 
 
No, i lavoratori autonomi godono degli stessi diritti dei lavoratori dipendenti al fine di ottenere il nuovo Settled Status. Diverse potrebbero essere solo le prove di residenza richieste dall’Home Office, nel caso il reddito netto dichiarato non abbia dato origine all’obbligo dell’imposizione fiscale ne’ di quella assicurativa.

Il Comites organizza gli incontri su Brexit nelle seguenti localita’:
  • Sutton 12/10/2018
  • Peterborough 16/10/2018
  • Hoddesdon 25/10/2018
  • Hitchin e Cambridge fine novembre
Chi e’ interessato a parteciparvi contatti la direzione per maggiori informazioni.

giovedì 23 novembre 2017

Posizione del Comites Londra su Brexit (21 Novembre 2017)

Tratto dal sito del Comites di Londra http://www.comiteslondra.info/brexit/posizione-del-comites-londra-brexit

Posizione del Comites Londra su Brexit

Il Comites di Londra segue con grande attenzione gli sviluppi della negoziazione in corso tra GB ed UE. Con questo documento vuole esprimere la propria posizione sulle problematiche che coinvolgono la comunità italiana.
Il primo ministro britannico Theresa May, ha comunicato la volontà di completare l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea il 29 marzo 2019.
La proposta del governo britannico è quella di implementare il sistema di Settle Status per la registrazione dei cittadini europei, sistema che ad oggi non è stato ancora ben definito.
Il Primo Ministro Theresa May, nella lettera ai cittadini europei del 19 ottobre 2017, e la Ministro dell’Interno, Amber Rudd, il 7 novembre 2017, hanno specificato l’intenzione di semplificare il più possibile il processo di registrazione ma molto resta ancora da chiarire.
Durante la conferenza stampa congiunta UE-UK, tenutasi il 10 novembre scorso, al termine dell’ultimo round di negoziazioni, il rappresentante dell’Unione Europea ha notato che alcuni progressi sul tema dei diritti dei cittadini sono stati fatti e che nonostante ciò, questi non sono stati ritenuti sufficienti per poter procedere alla seconda fase di negoziazione.
Attualmente i negoziati sono fermi alla prima fase volta a trovare un accordo su:
  1. Divorce Bill
  2. Diritti dei cittadini
  3. Confine fra la Repubblica dell’Irlanda e Irlanda del Nord
Rispetto ai negoziati attualmente in corso, il Comites di Londra prenderà delle iniziative politiche e sociali a tutela degli interessi delle comunità dei cittadini italiani.
Questo Comites, eserciterà pressione sulle istituzioni italiane e britanniche, in rappresentanza degli interessi della cittadinanza, sulle seguenti tematiche:
  1. Mantenimento di tutti i diritti acquisiti come cittadini UE, compreso il ricongiungimento familiare ed il diritto di voto all’elezioni amministrative.
  2. Procedura semplice e non discriminatoria per avere il nuovo status post Brexit.
  3. Garanzia che a tutti i cittadini italiani emigrati prima del 1973, che posseggono l’Indefinite Leave to Remain (precedentemente chiamato Settlement Status), vengano garantiti gli stessi diritti che hanno acquisito come cittadini UE, ottenendo automaticamente il nuovo status, senza nessuna procedura di application.
  4. Garanzia che per tutti i cittadini italiani in possesso della Permanent Residence, venga garantito il nuovo status in modo gratuito, con una procedura di application
  5. Richiesta che per tutti i cittadini italiani iscritti all’AIRE faccia testo la data di iscrizione per provare la durata della propria residenza del Regno Unito ai fini dell’application per il Settled
  6. I Consolati e l’Ambasciata debbono sostenere e difendere la comunità più anziana nel caso di assenza di documenti che certificano la continuità dell’ILR, per far sì che l’Home Office non si comporti in modo discriminatorio nei loro confronti.
  7. Il Ministero Affari Esteri, per tramite della Missione Diplomatica, deve intervenire e supportare questo COMITES nel caso venga rigettata, a qualsiasi cittadino italiano che abbia maturato i 5 anni di residenza, la domanda per acquisire il nuovo status per rimanere nel Regno Unito.
  8. In accordo con la posizione dell’UE, ci sia un livello di giudizio indipendente che garantisca l’applicazione dei diritti condivisi derivanti dagli accordi UE – UK.
In questa fase storica è importante l’unione di tutte le realtà italiane presenti sul territorio, indipendentemente dall’appartenenza partitica e politica.
Il Comites Londra s’impegna a collaborare e a promuovere la coordinazione di tutte le realtà istituzionali, dei patronati e delle associazioni, per tutelare e sostenere i diritti dei cittadini italiani, per far in modo che la comunità tutta possa essere sempre aggiornata ed informata sugli sviluppi della negoziazione.
Tutti i Comites, i Patronati e le associazioni devono collaborare assieme per l’obiettivo comune, ovvero la tutela dei diritti di cittadinanza europea acquisiti dalla comunità italiana.

venerdì 13 gennaio 2017

Convocazione seduta ordinaria del Comites di Londra - 15 gennaio 2017

Seduta ordinaria del Comites di Londra Domenica 15 gennaio 2017
Il Presidente del Comites di Londra Pietro Molle ha indetto una riunione del Comites della circoscrizione di Londra Domenica, 15 gennaio 2017, dalle 11.30 alle 14.30 (orario di chiusura ipotetico).
presso:
SCALABRINI FATHERS
20 Brixton Rd,
London SW9 6BU


La seduta prevede il seguente ordine del giorno:
  1. Approvazione del bilancio consuntivo 2016
  2. Discussione in merito alle attività in programma nei mesi di gennaio e febbraio p.v
  3. Contabilità e situazione finanziaria del Comites
  4. Ricerca sulla Comunità Italiana in collaborazione con l’Università Nicolò Cusano
  5. Approvazione del verbale della recente seduta del Comites
  6. Varie ed eventuali
A discrezione del Presidente della seduta: interventi del pubblico.
Ipotetico orario di chiusura dei lavori: 14:30.
Il pubblico potrà assistere alla seduta. Compatibilmente con le esigenze di orario di chiusura dei lavori, il Presidente della seduta avrà la facoltà di concedere la parola ai membri del pubblico che ne abbiano fatto richiesta al Segretario all’inizio della seduta.

Per informazioni scrivere a: segreteria@comiteslondra.info

martedì 22 novembre 2016

ANNUNCIO - Seduta ordinaria del Comites di Londra 27 Novembre 2016

Seduta ordinaria del Comites di Londra 27 Novembre 2016

Il Presidente del Comites di Londra Pietro Molle convoca per Domenica 27 Novembre 2016 alle ore 11:00

al seguente indirizzo:

Adam House
7-10 Adam Street
London, WC2N 6AA


Una seduta ordinaria del Comites di Londra per deliberare sul seguente ordine del giorno:
  1. Discussione in merito alle attività in programma nei mesi di novembre e dicembre p.v.
  2. Organizzazione della riunione di fine anno.
  3. Contabilità e situazione finanziaria del Comites.
  4. Dimissioni della Consigliera Maria Picciano.
  5. Ricerca sulla Comunità Italiana in collaborazione con l’Università Nicolò Cusano.
  6. Approvazione dei verbali delle recenti sedute del Comites di Londra;
  7. Varie ed eventuali;
A discrezione del Presidente della seduta: interventi del pubblico.
Ipotetico orario di chiusura dei lavori: 13:30.

Il pubblico potrà assistere alla seduta. Compatibilmente con le esigenze di orario di chiusura dei lavori, il Presidente della seduta avrà la facoltà di concedere la parola ai membri del pubblico che ne abbiano fatto richiesta al Segretario all’inizio della seduta.

Per informazioni scrivere a: segreteria@comiteslondra.info

giovedì 4 febbraio 2016

COMITES di Londra: ci sarà una seduta il 5 febbraio 2016 aperta al pubblico

Il Presidente Pietro Molle ha convocato una riunione ordinaria del Comites di Londra il 5 febbraio 2016, alle ore 18:00.

La riunione si terrà presso il Consolato Generale d’Italia in Londra, 83/86 Farringdon Street, Londra EC4A 4BL

L’assemblea si incontrerà per deliberare sul seguente ordine del giorno:
  • Approvazione del verbale della seduta del Comites del 13 dicembre 2015;
  • Approvazione del Bilancio Consuntivo 2015;
  • Nomina dei Revisori dei Conti;
  • Relazione del Presidente sulle attività svolte;
  • Relazione dei Presidenti delle Commissioni sulle attività svolte;
  • Formazione di un elenco della stampa italiana in UK al fine di comunicare le convocazioni delle sedute del Comites;
  • Varie ed eventuali;
A discrezione del Presidente della seduta: interventi del pubblico.

Ipotetico orario di chiusura dei lavori: 20.00.

Il pubblico potrà assistere alla seduta. 
Compatibilmente con le esigenze di orario di chiusura dei lavori, il Presidente della seduta avrà la facoltà di concedere la parola ai membri del pubblico che ne abbiano fatto richiesta al Segretario all’inizio della seduta.
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Sito del COMITES: http://www.comiteslondra.info


mercoledì 16 dicembre 2015

Comites di Londra: cerca un collaboratore


Vuoi lavorare con il Comites di Londra?Cerchiamo un/a segretario/a di ufficio part-time con mansioni: amministrative,...
Posted by Comites di Londra on Tuesday, 15 December 2015

lunedì 9 novembre 2015

Insegnamento e promozione della lingua e cultura italiana all’estero – quasi 30mila studenti persi in un solo triennio

Viene drammaticamente ridotto il contingente di docenti di ruolo all’estero senza sostituirli con docenti assunti in loco – decine di migliaia sono gli studenti persi in un solo triennio.

L’Italia dispone di un’estesa rete di istituzioni scolastiche all’estero di cui la principale in assoluto è rappresentata dai corsi di lingua e cultura italiana ex art. 636, D. Lgs 297/94, i quali raggiungono una vastissima utenza. Questi corsi si sono trasformati nel tempo in un dispositivo primario per la diffusione e promozione della lingua e cultura italiana all’estero, grazie anche alla loro capillare presenza a livello mondiale.

Come è ben noto la lingua italiana rappresenta uno strumento indispensabile di promozione culturale, di società, di mobilità e turismo, nonchè volano del settore economico. Reggere una reale azione di sostegno dell’insegnamento dell’italiano all’estero diviene lungimirante e mostra capacità di visione.

I corsi di lingua e cultura italiana all’estero sono stati portati avanti, negli ultimi anni, da istituzioni
senza fini di lucro, gli “enti gestori”. Ai docenti assunti localmente da questi enti si affiancano docenti di ruolo provenienti dall’Italia. Il controllo è affidato, sotto un’ottica generale, da una parte dalle Autorità consolari e dall’altra al Dirigente scolastico responsabile per l’area. La collaborazione esplicata tramite gli “enti gestori”, prevede in generale la presa in carico totale o parziale degli oneri di docenza, della stessa formazione dei docenti, come anche la fornitura di materiale didattico

Trattasi non solo di corsi extrascolastici ma in gran parte inseriti, a vario titolo, nelle scuole locali, grazie a specifiche convenzioni sottoscritte dalla rete diplomatico-consolare con le autorità scolastiche del Paese. Processo messo in atto per facilitare l’inserimento dell’italiano nei diversi sistemi d’istruzione.

Una specifica Commissione per lo “spending review” ha operato nel 2012 per conto del MAECI ed è entrata nel merito della questione. Questa ha lavorato per un complessivo riordino e riqualificazione della spesa, tra cui quella sulla razionalizzazione dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero. Commissione che si è avvalsa di elementi informativi sul bilancio della Farnesina, sulle sue risorse umane e strutturali, effettuando anche un’analisi comparata rispetto ad altri paesi europei; i cui dettami sono stati in gran parte la linea portante dello “spending review” effettuato negli ultimi tre anni nel MAECI.

La Commissione nelle sue conclusioni, come obiettivo prioritario e d’applicazione immediata, ha raccomandato:
“di ridurre il contingente di docenti di ruolo all’estero, operando una graduale sostituzione con docenti assunti localmente; di dedicare le risorse così liberate all’intensificazione delle politiche linguistico-culturali.”

Tutto ciò avrebbe sensibilmente ridotto i costi per i trasferimenti e per le indennità di servizio all’estero e avrebbe offerto anche opportunità di lavoro per giovani laureati qualificati; fatta eccezione ai soli Dirigenti Scolastici, che avrebbero continuato a svolgere un importante ruolo di vigilanza e coordinamento d’area.

Seguendo le indicazioni in merito allo “Spending review”, si è proceduto ed in maniera accellerata, rispetto ai tempi previsti, ad una progressiva riduzione del contingente scolastico per l’estero e proveniente dall’Italia – Piano che, come già stabilito, procederà sino al 2018.

Purtroppo, si è venuti meno ed in palese contraddizione ai dettami della stessa Commissione dello “Spendig review”, nella parte riguardante la graduale sostituzione con docenti assunti localmente. I fondi, infatti, per i corsi di lingua e cultura italiana all’estero, portati avanti dagli “enti gestori”, hanno continuato a subire continui tagli, risultando per alcuni versi i capitoli di bilancio di gran lunga più dissanguati – addirittura, se si considera dal 2008 ad oggi, vi sono stati tagli per oltre il 60% su questi capitoli di spesa.

Partendo dal 2012, cioè da quando è stato stilato il rapporto della Commissione, vi è stata una perdita di studenti frequentanti di circa il 30% sul totale. Dalle seguenti cifre, fornite dallo stesso MAECI, il numero degli alunni dei corsi ex art.636, D.Lgs 297/94, risulta:

nell’anno 2012, alunni 315.953;
nell’anno 2013, alunni 296.497;
nell’anno 2014, alunni 288.141 (cifra che rappresenta l’ultimo dato statistico fornito nel mese di luglio 2015).

Quindi, si è avuta una riduzione nel numero degli studenti di ben 27.812 unità. Un danno immenso, anche dal punto di vista economico, se si considera il potenziale indotto economic/culturale di un così gran numero di alunni persi.

Si chiede pertanto alle Autorità di governo di rimodulare seriamente i finanziamenti in modo da minimizzare le gravi criticità emerse negli ultimi anni, in particolar modo a favore del capitolo di spesa n.3153 sui corsi di lingua e cultura italiana ex art. 636, D. Lgs 297/94 ; di rispettare le chiare indicazioni date nel 2012 dalla Commissione per lo “spending review”, tramite una graduale sostituzione delle cattedre scoperte, con docenti assunti in loco.

Bisogna dare agli stessi italiani all’estero, in gran parte figli dell’ultima ondata emigratoria e molto preparati, il compito e la responsabilità di promuovere la lingua di Dante nelle rispettive nazioni di residenza.

Se passiamo ad un confronto con i tipi d’investimenti di altri Paesi europei consimili sulle loro lingue rispetto l’Italia ne vien fuori una realtà agghiacciante, la Gran Bretagna investe 826 milioni l’anno, la Francia 760 milioni, la Germania 218 milioni, la Spagna 80 milioni, mentre L’Italia elargisce contributi a Enti ed Associazioni per corsi di lingua e cultura italiana per meno di 10 milioni l’anno. Somma addirittura possible di ulteriori tagli con la nuova Legge di stabilità 2016. Ci saranno da parte di chi ha proposto i nuovi tagli delle ragioni, peccato che la ragione non le conosce.

Sergio Mattarella, primo Presidente della Repubblica a partecipare ad un convegno sull’insegnamento dell’italiano, qualche mese fa ha dichiarato:

“Il confronto con le risorse impiegate da altri Paesi europei per promuovere la propria lingua fa capire quanto sarebbe necessario un impegno finanziario maggiore da parte dello Stato”.

Noi, ci facciamo promotori di questa esplicita richiesta, aggiungendo di non dubitare che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare le cose. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.

Luigi Reale
(UK)

L’insegnamento della lingua italiana all’estero? Una risorsa d’indotto strategica molto importante per l’Italia

Ospitiamo volentieri un articolo della vice presidente del COMITES di londra Maria Iacuzio sulla lingua italiana.
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L’insegnamento della lingua italiana all’estero? Una risorsa d’indotto strategica molto importante per l’Italia ...e poi sin dal 2008 si è dissanguato il capitolo di spesa 3153 sui corsi di lingua e cultura
Fa piacere notare le molte dichiarazioni da parte di importanti esponenti di governo e non solo, cui considerano l’insegnamento della lingua all’estero: una risorsa d’indotto molto importante per l’Italia, un investimento economico strategico. Dispiace che poi non ci siano di conseguenza azioni o proposte in campo, praticabili da subito, atte ad invertire un ‘trend’ negativo. Avere delle idee positive sull’importanza della lingua italiana è una bella cosa, ma bisogna anche sapere come portarle avanti. Questa situazione, oltremodo, mortifica tantissimi cittadini italiani residenti all’estero di nuova emigrazione, ai quali si aggiungono moltissimi discendenti italiani, veri protagonisti della stessa immagine dell’Italia nel mondo.

Proprio in questi giorni da sicure indiscrezioni sulla Legge di stabilità 2016, si prevede un ulteriore consistente taglio, nella misura di quasi il 30% sul capitolo di spesa 3153, dei corsi ex art. 636, D. Lgs 297/94. Fortunatamente, grazie anche all’avveduto intervento di alcuni parlamentari eletti all’estero, questo serio e micidiale decurtamento sarà probabilmente annullato ed il capitolo di spesa del MAECI n. 3153 rifinanziato come in precedenza, speriamo che sia così.

A nostro parere, resta una forte e strutturale criticità sulla materia, accumulatasi negli anni precedenti, che sta causando un triste e penoso declino dell’insegnamento e promozione della lingua e cultura italiana all’estero.

Questa situazione ha determinato un arretramento marcato nella diffusione dell’insegnamento della lingua e cultura italiana in molti Paesi, al di là di quello che si dice. Partendo dal 2012, infatti, cioè da quando è stato stilato il rapporto della Commissione, dati alla mano, vi è stata una perdita di studenti frequentanti di circa il 30% sul totale, circa il numero degli alunni dei corsi ex art.636, D.Lgs 297/94. Più precisamente, si è avuta una riduzione nel numero degli studenti di ben 27.812 unità. Seguono i dati numerici del triennio in questione:





nell’anno 2012, alunni 315.953;

nell’anno 2013, alunni 296.497;

nell’anno 2014, alunni 288.141 (cifra che rappresenta l’ultimo dato statistico fornito nel mese di luglio 2015).

Pena la perdita di altre migliaia di studenti anche per l’anno scolastico 2015, considerando il ‘trent’ negativo. Dati gravi ed allarmanti, imbarazzantemente incontrovertibili, pertanto si chiede alle Autorità di Governo di rifinanziare adeguatamente i capitoli di spesa relativi a questa materia, partendo semmai dai risparmi di spesa su altri capitoli. È necessario intervenire ancor più marcatamente su capitoli di bilancio, come il n.3153, ex art. 636, D. Lgs 297/94, gravemente in sofferenza. Ci si rende conto della particolare congiuntura economica, ma è altrettanto chiarissimo ai nostri occhi che non intervenire costerà molto di più.

In conclusione per meglio capire qual'e' la reale politica, in termini finanziari, sulla promozione della lingua e cultura italiana all'estero sagace e' agghiacciante e' il confronto con altri Paesi europei:

la Gran Bretagna investe 826 milioni l’anno, la Francia 760 milioni, la Germania 218 milioni, la Spagna 80 milioni, mentre L’Italia elargisce contributi a Enti ed Associazioni per corsi di lingua e cultura italiana per meno di 10 milioni l’anno.



E' profondamente ingiusto, al di la' di tante belle parole, cosi' come viene realmente nei fatti considerata e supportata la promozione della lingua italiana all'estero.



Maria Iacuzio





venerdì 2 ottobre 2015

Sono iniziate le grandi manovre per i CGIE. Ma perchè non li aboliscono invece?

La politica è servizio ma come si sa per molti o per troppi è servizio dei cavoli propri. Non ne è esente la comunità italiana all'estero che anziché imparare dalle cose buone che si trovano nei paesi stranieri come ad esempio, il contenimento delle poltrone e della relativa spesa per mantenerle, si prodiga a mantenere ruoli inutili o comunque sorpassati dalla storia.

Abbiamo i parlamentari che rappresentano gli Italiani all'estero. Bene o male, possiamo fare riferimento a loro se ci sono delle istanze che vogliamo portare all'attenzione di Roma. In più, e non è un particolare da poco, sono stati democraticamente eletti dagli italiani residenti all'estero (dal 40% degli aventi diritto al voto ma, in mancanza d'altro, pur sempre eletti democraticamente).

Non si capisce perchè si debbano spendere altri soldi pubblici per mantenere l'apparato dei CGIE. CGIE che nessuno sa cosa siano.

Durante l'elezione dei COMITES, alcune liste si piccavano dell'importanza di portare "la politica" nel seno dei COMITES stessi. Questo stride con i livelli di astensionismo sia alle elezioni politiche, sintomo che nessun partito riesce a rappresentare neppure lontanamente i bisogni dei cittadini e francamente, il senso di schifo che gli italiani hanno nei confronti del panorama politico attuale e con i livelli di menefreghismo da parte degli italiani all'estero dimostrato durante le elezioni dei COMITES. "La politica" significa che con i voti di parenti ed amichetti e l'astensionismo del 90% degli aventi diritto al voto ti ritrovi ad essere un capetto che si fa bello con le "istituzzioni" (da pronunciare con due z).

Ad onor del vero non si può fare di tutta un'erba un fascio perchè ci sono diversi rappresentanti al COMITES che in effetti hanno un radicamento nella comunità italiana ma è evidente che ci sono i politicanti dei noantri che si infiltrano felicemente.

Ora il CGIE.

Ma possibile che nessuno dei parlamentari che abbiamo si decida a portare avanti seriamente l'abolizione di questi inutili orpelli?

Possibile che la gente non si rivolti di fronte alla perdita di tempo cui si incastrano le istituzzioni (di nuovo con 2 z)?

Infine, se rappresentante deve essere, speriamo che almeno sia qualcuno che ha preso qualche voto in seno alle elezioni dei COMITES. Mal che vada sarà uno poco votato ma comunque votato dalla base e non messo li per manovre di palazzo. Anche se fossero manovre da palazzetto.

martedì 29 settembre 2015

Risultati Elezioni CGIE Regno Unito 2015

Il 26 settembre 2015 si è svolta presso l’Istituto Italiano di Cultura l’Assemblea Paese per l’elezione dei 2 membri del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) assegnati al Regno Unito.

Hanno partecipato 43 elettori (su 53 componenti l’Assemblea).

L’elezione dell’Ufficio di Presidenza, è risultata la seguente: Presidente: Leonardo Simonelli Santi (Presidente “Club di Londra”); Vice Presidente: Ezio Luigi Fabiani, (Comites Londra); Segretario: Emanuele Bernardini (Comites Manchester); Segretario: Michele Andrea Pisauro (Comites Londra).

I candidati sono stati 8, (6 facenti parte dell’elettorato attivo e 2 dell’elettorato passivo), tutti in possesso della cittadinanza italiana.

Al termine dello scrutinio, il Presidente ha dato lettura dei seguenti risultati:

Schede votate: 42
Schede bianche: 1
Schede nulle: 0

Preferenze:

- Luigi Billé: 15

- Manfredi Nulli: 11

- Roberto Stasi: 7

- Alberto Bertali: 6

- Maura Favretto: 2

- Bruno Cabrelli: 1

- Claudio Antonucci: 0

- Fiorentino Manocchio: 0

Voti validi: 42.

L'Assemblea ha eletto i seguenti candidati:

1) Luigi Billé (Comites di Londra)

2) Manfredi Nulli (candidato esterno)


per saperne di piu' - il CGIE sul sito della Farnesina

lunedì 1 giugno 2015

#COMITES di #Londra: seduta del 30 Maggio 2015

Con il consueto interesse seguiamo i lavori del nostro (in quanto residenti quassú) organo di rappresentanza presso le autorità consolari. Cerchiamo di capire chi é trasparente e ci fa sapere quello che viene deciso. Per farlo seguiamo i social media. Se poi, i consiglieri hanno altri mezzi per rendere pubbliche le decisioni e le discussioni, ci faranno sapere.

Il resoconto é disponibile qui:

- Lista ItalUK:
- Lista Moving Forward: Seduta Straordinaria del COMITES

- MIE Circolo di Londra (solo annuncio della convocazione della seduta): Convocazione Seduta Straordinaria


mercoledì 27 maggio 2015

Comites di Londra: una proposta per l'autentica delle firme anche da parte dei Consoli onorari

Si iniziano a vedere delle iniziative da parte dei membri del neo eletto COMITES di Londra. La vice presidente del Comites, Maria Iacuzio ed il consigliere Luigi Reale, entrambi eletti nella lista civica "ItalUk" hanno depositato una mozione con l’auspicio che sia condivisa e fatta propria da qualche parlamentare che la ponga all’attenzione del Governo.

In pratica si tratta di dare la possibilità ai Consoli ed ai Vice-consoli onorari il potere di autenticare le firme per poter dare un servizio più agevole ai cittadini italiani, in particolar modo se anziani o con possibilità di movimento limitata, residenti in zone periferiche rispetto alla sede del Consolato.

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Qui il testo: 

PREMESSO CHE

* l'articolo 1 della Costituzione Italiana recita che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”;
* l'articolo 3 della Costituzione Italiana recita che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
* l'articolo 48 della Costituzione Italiana recita che “La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge”
* l'articolo 71 della Costituzione Italiana recita che “Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.”; -
* l'articolo 75 della Costituzione Italiana recita che “E` indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.”;
CONSIDERATO CHE

Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione;
* Visto l'articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, come modificato dall'articolo 1, comma 6, lettera e), della legge 24 novembre 2000, n. 340;
* Visto il punto 4) dell'allegato 3 della legge 8 marzo 1999, n. 50;
* Visto il decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa;
* Visto il decreto del Presidente della Repubblica recante il testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di documentazione amministrativa;
* Viste le preliminari deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle riunioni del 25 agosto 2000 e del 6 ottobre 2000;
* Visto il parere della Conferenza Stato-citta', ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nella riunione del 14 settembre 2000;
* Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli alti normativi nell'adunanza del 18 settembre 2000;
* Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
* Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 15 dicembre 2000;
* Considerato l’art. 21 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 che nello specifico, sull’autentificazione delle sottoscrizioni, stabilisce:
> L'autenticità della sottoscrizione di qualsiasi istanza o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da produrre agli organi della pubblica amministrazione, nonché ai gestori di servizi pubblici è garantita con le modalita' di cui all'art. 38, comma 2 e comma 3.
> Se l'istanza o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà è presentata a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1 o a questi ultimi al fine della riscossione da parte di terzi di benefici economici, l'autenticazione redatta da un notaio, cancelliere, segretario comunale, dal dipendente addetto a ricevere la documentazione o altro dipendente incaricato dal Sindaco; in tale ultimo caso, l'autenticazione è redatta di seguito alla sottoscrizione e il pubblico ufficiale, che autentica, attesta che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identità del dichiarante, indicando le modalita' di identificazione, la data ed il luogo di autenticazione, il proprio nome, cognome e la qualifica rivestita, nonché apponendo la propria firma e il timbro dell'ufficio.

CHIEDE

che il Governo Italiano renda effettivi i diritti costituzionali succitati dei cittadini italiani residenti all'esteo concedendo con decreto-legge il potere di autentica delle firme ai consoli e vice-consoli onorari previo incarico del Console Generale di riferimento ai sensi all’art. 21 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445”.

Il nuovo COMITES di Londra (eletto ad Aprile 2015)


Consiglieri Eletti:

Lista Mani Unite
  1. Nicola Del Basso (550 voti)
  2. Pietro Molle (517)
  3. Luigi Billè (460)
  4. Alessandro Gaglione (429)
  5. Giandomenico Ziliotto (406)
  6. Vincenzino Auletta (270) 
  7. Liborio Genuardi (225)
    Lista Ital UK
    1. Luigi Reale (475) 
    2. Fiorentino Manocchio (434)
    3. Vittorio Plava (335)
    4. Maria Picciano (299)
    5. Maria Iacuzio (256)
      Lista Moving Forward
      1. Martina Cherubini di Simplicio (456)
      2. Michele Andrea Pisauro (359)
      3. Tipu Golam Maula (325)
      4. Laura De Bonfils (320)
      5. Clara Caleo (278)
      Lista Siamo Italiani
      1. Ezio Luigi Fabiani (122)

      lunedì 27 aprile 2015

      #Comites di #Londra: il nuovo comitato esecutivo (Aprile 2015)

      Si appena conclusa la prima riunione del neo-eletto Comites della Circoscrizione Consolare di Londra. Dopo i saluti e la presentazione dei lavori da parte del console Mazzanti è cominciata la discussione che ha avuto come epilogo la nomina del nuovo comitato esecutivo di quest'organo di rappresentanza della comunità italiana di Londra e Inghilterra meridionale.

      Le nomine riflettono i risultati elettorali (vedi #Comites 2015 di #Londra: i consiglieri eletti) e assicurano la più ampia rappresentatività espressa dalle urne.

      Qui le cariche:

      Presidente: Pietro Molle (#ManiUnite)
      Vice Presidente: Maria Iacuzio (#ItalUk)
      Segretario: Avv. Alessandro Gaglione (#ManiUnite)

      Consiglieri esecutivi:


      Congratulazioni ai nuovi membri e buon lavoro a loro e a tutto il COMITES di Londra.