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mercoledì 21 ottobre 2015

Erri De Luca assolto dall’accusa di istigazione al sabotaggio solleva qualche riflessione

Assolto perché il fatto non sussiste secondo il tribunale di Torino nel processo che vedeva come imputato Erri De Luca, scrittore napoletano imputato per istigazione a delinquere per aver sostenuto che la Tav Torino-Lione "va sabotata".

Secondo molti, l'attenzione mediatica che c'è stata sul caso ha aiutato mentre per altri, con idee controverse espresse a mezzo stampa ma non soggetti a tanta attenzione forse l'esito sarebbe stato diverso.

Illuminante in proposito un tweet...

lunedì 17 agosto 2015

giovedì 14 maggio 2015

Riforma Fornero delle pensioni: prima l'han votata, poi l'avversano

Siamo a maggio 2015 e in questi giorni si parla della decisione della Corte Costituzionale che bocciando l'art. 24 del decreto legge 201/2011 in materia di perequazione delle pensioni, ossia la cosiddetta norma Fornero contenuta nel ''Salva Italia'' varato dal governo Monti. Il ricorso contro la norma dell'esecutivo Monti era stato portato davanti alla Suprema Corte da Federmanager e da Manageritalia.

In pratica, la Consulta ha sancito che il blocco della rivalutazione delle pensioni è incostituzionale. La norma che, per il 2012 e 2013, aveva stabilito, «in considerazione della contingente situazione finanziaria», che sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps (circa 1.500 euro lordi) scattasse il blocco della perequazione, ossia il meccanismo che adegua le pensione al costo della vita, è incostituzionale.

Ne è subito nata una polemica sulle cifre da restituire perchè la decisione è immediatamente esecutiva e quindi il Governo Renzi deve restituire ai pensionati le cifre precedentemente bloccate. Si sa che son circa 5.5 milioni i pensionati rimasti 'congelati' dal blocco degli aggiornamenti Istat. Questo significa, secondo diversi analisti, che gli effetti cumulati della sentenza porterebbero a un costo di 8,7 miliardi per gli anni 2012, 2013 e 2014, un costo di un 1,9 miliardi per i primi 5 mesi del 2015 e un costo a regime che si proietta per il 2016 e il 2017 di 3,5 miliardi all'anno. Il totale sarebbe quindi di 17 miliardi lordi, 14 al netto delle imposte.

Le reazioni dal mondo politico sono le seguenti:



Il problema è che chi oggi tuona contro il governo Renzi, governo sostenuto da PD e NCD, in molti casi si è dimenticato di aver votato quella norma della legge Fornero quando il governo Monti, di cui la Fornero era ministro del Lavoro, la propose sotto la pressione dell'emergenza conti pubblici.

In questo, ci viene in aiuto un utile articolo di LeggiOggi.it: "Riforma Fornero: ecco i nomi di tutti i politici che la votarono" in cui si può vedere il nome di chi ha votato alla Camera dei deputati, alla votazione del 16 dicembre 2011 (fonte: www.camera.itla riforma e quindi anche l'art. 24 del decreto legge 201/2011 in materia di perequazione delle pensioni, la cosiddetta norma Fornero contenuta nel ''Salva Italia'' varato dal governo Monti.

Insomma, chi ha votato a favore della norma che oggi la Consulta ha dichiarato incostituzionale?

Qui la lista... vediamo se riconoscete i nomi di chi oggi tuona contro quella stessa legge ed invoca la restituzione di quei 17 miliardi. 

Dal nostro punto di vista noi siamo dalla parte del blocco dell'indicizzazione, per cui siamo contrari alla restituzione. Ma lo eravano all'epoca della riforma Fornero e lo siamo ora. 


Il sempre pacato titolismo di Libero


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Fonti:

Questo il passaggio incriminato sull’indicizzazione:
“in considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e’ riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento”

sabato 11 aprile 2015

Formiche intervista Moving Forward

L’intervista di Federico Quadrelli al presenatore della lista Moving Forward Andrea Pisauro per www.formiche.net

Ad Aprile 2015 gli italiani nel mondo potranno rinnovare i propri rappresentanti nei Com.It.Es, ma in pochi sanno di cosa si parla. Sono enti che dovrebbero rappresentare i cittadini italiani nei contesti stranieri in cui si trovano. Sono elettivi e quindi, per quanto non conosciuti dalle nuove generazioni di migranti, sono organi rappresentativi delle istanze delle comunità italiane. Ma è davvero così?

Continua a leggere su Formiche

mercoledì 1 aprile 2015

Intervista ad Andrea Pisauro di #MovingForward. Elezioni #Comites 2015 di #Londra


Intervista ad Andrea Pisauto di Moving Forward

1.     - Come si chiama la votra lista, qual e' il vostro motto?
La nostra lista si chiama Moving Forward. Il nostro motto è "Democrazia Bene Comune"

2. - Chi siete e perchè avete deciso di presentare una lista per il COMITES di Londra?

Siamo un gruppo di persone per lo più di nuova emigrazione unite da una comune visione progressista e attive nel mondo della cultura, dell'associazionismo e della politica.
Abbiamo promosso questo progetto di partecipazione civica perchè vediamo nel Comites uno strumento utile ad affrontare l'emergenza sociale legata al più imponente fenomeno migratorio nella storia dell'emigrazione italiana in UK, con 2000 connazionali che sbarcano a Londra ogni mese.
Allargando la prospettiva pensiamo che il Comites possa essere uno degli spazi politici dove è possibile pensare di trasformare integrazione sociale in integrazione politica.
Quella italiana è la seconda più grande comunità di cittadini europei in UK, certamente un pilastro economico sociale e culturale del multiculturalismo britannico ed è giusto che porti la propria voce nel dibattito pubblico britannico. Il Comites, essendo l'unica assemblea democratica per i cittadini emigrati di passaporto italiano, è il luogo più adatto  da cui fare emergere questa voce.

3. - Chi sono i capilista? Presentateli agli Italiani di Londra: chi sono, quale background ed esperienza hanno, e da quanti anni sono in uk?

La nostra apripista è la senese Martina Di Simplicio, ricercatrice in psichiatria a Cambridge. Ha ideato alcuni anni fa la Fonderia Oxford, un think thank progressista lanciato per promuovere politiche innovative per l'Italia. Ha 36 anni e vive in UK da 7. Martina è un vulcano di idee e iniziative, rappresentante della nuova emigrazione dinamica, impegnata e creativa. Al suo fianco vi sono altre due teste di lista. Golam Maula Tipu è un italiano d'adozione. A Londra dal 2010, è nato in Bangladesh ed è un mediatore culturale molto attivo nella grossa comunità italo-bengalese di Ilford. Una storia incredibile di rivendicazione dei propri diritti di cittadinanza e di integrazione multiculturale che merita di essere conosciuta. Clara Caleo Green ha l'entusiasmo di una ventenne ma è a Londra da circa 50 anni. Ha insegnato nelle scuole di lingua italiana per tanti anni e da vent'anni si occupa di promuovere i film italiani nella capitale europea del cinema. Tre storie che rappresentano un'unione di intenti tra vecchia e nuova emigrazione e tra vecchi e nuovi italiani, uniti dagli stessi valori e da un progetto comune.

4. Che programmi avete a sostegno della vecchia immigrazione, cioè di chi è già qui da anni o è nato qui (seconda generazione in poi)?
Da un lato, il Comites deve assicurarsi che le modalità dei servizi offerti dal Consolato siano chiare e fruibili in modo semplice da tutti. Dal rinnovo dei passaporti alle pratiche per il riconoscimento della cittadinanza, i nostri rappresentanti al Comites saranno a disposizione per spiegare e snellire le procedure, istituendo uno sportello del cittadino, che sarà possibile contattare per email ma anche per telefono a orari consoni, sia in italiano che in inglese.
Dall'altro lato, pensiamo che il Comites debba farsi sentire sul piano politico. L'ondata crescente di euroscetticismo è un pericolo per gli interessi ed i valori di tutta la comunità italiana nel Regno Unito. Crediamo occorra la capacità di una risposta intelligente e autorevole alla retorica populista dello UKIP e sempre di più anche dei Tories. Promuoveremo campagne di opinione della Britalian community e pubblicheremo un rapporto annuale sullo stato dell'emigrazione italiana in UK: dati e numeri sul contributo economico e sociale di Britalians vecchi e nuovi che saranno molto utili a rispondere alle intemerate di Farage.

5. - Che programmi avete a sostegno della nuova immigrazione, e in particolare per i nuovi under 30 in arrivo?

Saremo al fianco di consolato e Ambasciata nell'istituzionalizzare iniziative come quella di Primo Approdo. Ogni ragazzo e ragazza che sbarca in UK deve avere facile accesso a tutte le informazioni necessarie a trovare un alloggio decente e ad entrare nel mondo del lavoro, tutelando i propri diritti e conoscendo i propri doveri.
Le informazioni ci sono, il problema è renderle disponibili a tutti. Serve una strategia professionale di uso dei social network e una conoscenza adeguata delle reti sociali dei nuovi arrivati. Noi le abbiamo e la Pagina Facebook del Comites di Londra che lanceremo diventerà il primo punto di contatto per chi pensa di trasferirsi a Londra.

Ad ogni modo, non mi riconosco in questa netta distinzione tra i programmi per la vecchia e la nuova emigrazione. Mi sembra più rilevante il dato del livello di integrazione nella società britannica per qualificare il ruolo del Comites. Iniziative come quella del rapporto o il Britalian Culture Festival che vogliamo organizzare annualmente per promuovere tutti gli elementi di cultura ibrida, parlano a tutte le storie di emigrazione.

6. Quali associazioni di Italiani frequentate più regolarmente?

Beh, partiamo dal presupposto che la nostra lista è promossa da un variegato fronte dell'associazionismo italiano in UK. La Fonderia Oxford, la rete della comunità italobengalese, un'associazione di attori italiani, il circolo di Sinistra Ecologia e Libertà UK e quello del PD, il Giudicato Sardo di Londra, UK Possibile.
Al di fuori della lista collaboriamo e seguiamo con attenzione le iniziative dell'INCA CGIL, abbiamo rapporti consolidati con moltissime Italian Societies nelle università del Paese, siamo inseriti nel variegato molto dei circuiti culturali che ruotano attorno alla musica e alle performance creative, frequentiamo le iniziative dell'Istituto Italiano di Cultura e dell'Italian Bookshop così come ogni iniziativa volta a promuovere la cultura italiana con professionalità e gusto. Alcuni di noi sono scritti all'ANPI, altri guardano le partite a Italia1 a Charlotte Street, altri conoscono il mondo delle Start Up nella zona di Old Street... senza perdersi nei meandri della Londra italiana un'idea credo di averla data!

7. Secondo voi quanti sono gli Italiani a Londra?
Una delle ragioni per lavorare al rapporto annuale di cui parlo sopra è che di fatto nessuno lo sa, ignorando così molti dei problemi di un’ampia parte della comunità italiana. Ci sono piu’ di 120 mila iscritti all'AIRE dentro Greater London. Stimiamo che ci viva almeno il triplo, quindi circa 350-400 mila persone, di cui una quota consistente non risiede a Londra per piu' di un anno.

8. Quanti Italiani, secondo voi, sono a Londra senza essere iscritti all'AIRE? e quali sono i motivi di questa mancata iscrizione?

I motivi più frequenti della mancata iscrizione sono la paura di perdere il proprio medico di base in Italia o la proprieta’ di case in Italia in comuni che le considererebbero seconde case in caso di trasferimento della residenza all'estero. Ma c'è anche chi non si iscrive per ragioni diciamo cosi psicologiche, per non dirsi di essere effettivamente emigrato o perchè in effetti non ha idea di dove sarà tra sei mesi o un anno, e magari non lo sa per anni. È il portato più complesso e a volte drammatico della precarietà che si riflette nei numeri. Tra gli italiani a Londra con meno di 35 anni, al massimo uno su tre è iscritto all'AIRE. Percentualli irrisorie tra studenti e chi viene a lavorare mentre impara l'inglese. Di fatto, l'AIRE è uno strumento lento e inefficace nel registrare le complesse dinamiche migratorie che osserviamo.

9. - Che programmi avete per i giovani immigrati non "ufficiali"? Pensate di fare promozione anche per loro?

Certamente. Pensiamo che il Comites di Londra debba dare una rappresentanza politica a tutti i residenti nell'Inghilterra e nel Galles che hanno un passaporto italiano e/o un legame stretto con l'Italia. Il formalismo dei meccanismi elettorali non è rilevante per quello che vogliamo fare. Ci appare evidente come il Comites debba esserci soprattutto per la parte più vulnerabile dell'emigrazione, che nella maggior parte dei casi non è iscritta all'AIRE.
Alle iniziative informative come Primo Approdo vogliamo unire iniziative di solidarietà e di aiuto pratico e di lotta all'illegalità, specie quella prodotta dai connazionali. Sul piano dell'aiuto, in sinergia con Primo Approdo e con un progetto di volontariato promosso dall'INCA CGIL, garantiremo sessioni pratiche per imparare a scrivere un cv o a far rispettare un contratto di lavoro o di affitto. Sul piano della lotta all'illegalità andremo attivamente a cercare gli italiani che provano a truffare altri italiani. Se c'è una cosa che la comunità italiana in UK non può permettersi, è il farsi riconoscere per i suoi vizi atavici.

10. - Se venite eletti come potranno contattarvi gli Italiani londinesi? E come renderete note le riunioni e le delibere dei COMITES?

Sito, pagina facebook, account twitter, numero di telefono e email dello sportello del cittadino, insomma non saranno i cittadini a trovare noi, saremo noi a trovare loro! E non solo gli italiani londinesi, ma anche quelli di Birmingham, Bristol, Brighton, Cambridge, etc etc...
Ovviamente i verbali delle riunioni saranno pubblicati in modo accessibile e trasparente, i bandi e le richieste di collaborazione avranno la massima pubblicità e le iniziative pubbliche saranno trasmesse in streaming. Inoltre sara’ possibile richiedere l’invio di un resoconto stampato con le iniziative prese dal comites, utile soprattutto per la vecchia emigrazione che non e’ avvezza all’utilizzo di internet.

11. Avete mai fatto esperienza di gestione politica con qualche partito? Che rapporti pensate di tenere le rappresentanze politiche?
Io che sono il presentatore della lista sono anche coordinatore del circolo di SEL nello UK. Moving Forward tuttavia è una realtà ampia e variegata che manterrà la sua autonomia decisionale. Moving Forward esisterà dentro il Comites, con la sua pattuglia di eletti, ma anche fuori, coinvolgendo nelle decisioni più rilevanti tutte le realtà che l'hanno promossa e decidendo in maniera collegiale. Vorremmo farne un progetto civico di matrice progressista aperto a tutti coloro che sono interessati a dare una mano e ad impegnarsi.

12. Recentemente ci sono state molte critiche riguardo ai COMITES e possiamo dire che gli italiani si dividono tra chi li vuole abolire e chi li vorrebbe rinnovare, voi che cosa abolirete e cosa salverete dei COMITES?

Beh aboliremo l'ignavia, l'immobilismo e l'autoreferenzialità del passato Comites di Londra (altrove, è andata molto ma molto meglio). Non ci sfugge che il Comites nascerà poco rappresentativo in virtù della scarsa partecipazione al voto. Ma vorremmo salvarne il ruolo di assemblea democratica della comunità. Meno democrazia vuol dire meno strumenti per discutere e affrontare i problemi. E crediamo che una forte presenza di Moving Forward permetterà di accrescere il radicamento del Comites di Londra nella sua Costituency.

13. Per finire un appello al voto: perchè gli Italiani di Londra dovrebbero votare per voi?

Abbiamo una visione chiara e dei progetti precisi. Non abbiamo rendite di posizione da difendere ma solo entusiasmo da infondere. Siamo nuovi emigrati convinti di poterci occupare anche dei vecchi e un po' diffidenti che il contrario sia possibile. Siamo seri, determinati e animati da ideali forti.

Britaly needs to be #MovingForward and it will!

Andrea Pisauro, @AndreaPisauro 1 Marzo 2015

Quando le preferenze erano il male assoluto

martedì 31 marzo 2015

#Comites #Londra: dopo il volantinaggio si surriscalda la campagna elettorale





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Arturo Busca (#M5S) La pagliacciata #Comites! Sprechi e inutilità di una pseudo elezione per gli italiani all'estero


Intervento duro sui COMITES di Arturo Busca, già candidato alle politiche 2013 al Senato nella Circoscrizione Centro e Nord America, con il Movimento 5 Stelle, nel quale tuttora si riconosce.

La nota "La pagliacciata Comites! Sprechi e inutilità di una pseudo elezione per gli italiani all'estero" pubblicata su "La Voce di New York", punta anche il dito fuori dalla politica e precisamente sulle istituzioni diplomatiche:

"Su tutto, sorprende come le nostre rappresentanze diplomatiche non abbiano, da anni, mai manifestato il benché minimo dissenso verso questa legge sull’elezione dei Comites, completamente assurda, e che continuerà a mantenere questo organo lontano dagli italiani all’estero, come lo è sempre stato, e farà continuare a quei pochi eletti, a spendere o sperperare, a seconda dei punti di vista, risorse raccolte dalle tasse degli italiani (d’Italia)". 

Inoltre:

"...mi chiedo: ma com’è possibile che nel 2015, una persona si candidi, senza avere una pagina web, un sito o una pagina su Facebook etc? E’ evidente che diversi che sono in lista, sono lì per fare numero, perché è chiaro che non interessa loro l’essere eletti."

venerdì 27 marzo 2015

13. Intervista ai candidati #COMITES di Londra: perché gli Italiani di Londra dovrebbero votare per voi?

Si conclude con questo post l'intervista fatta alle liste candidate al COMITES della Circoscrizione Consolare di Londra. Le liste sono qui elencate in ordine alfabetico.
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Domanda 13. Per finire un appello al voto: perché gli Italiani di Londra dovrebbero votare per voi? 


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Lista ItalUk
Risponde Luigi Reale - Capolista
Gruppo Facebook: Italuk Comites
Twitter: @ItalUK_comites 
Ashtag: #ItalUk
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Sito Internet: N/A
Email di lista: N/A

Per avere qualcuno che si faccia interprete di istanze, che sintetizzi quei problemi e trovi soluzioni pratiche.

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Lista Mani Unite
Risponde il delegato di lista Avv. Alessandro Gaglione - Capolista: Padre Giandomenico Ziliotto
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Ashtag: #maniunite
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Sito Internet: N/A
Email di lista: N/A

Il mio primo invito e’ quello di votare, indipendentemente dalla lista prescelta. Come Avvocato non posso non ricordare, in primis a me stesso, il diritto/dovere dell’esercizio del diritto di voto. 

Ovviamente raccomando di votare per la lista “MANI UNITE”, tra gli altri motivi, perche’ non facciamo riferimento ad alcun partito politico e questo ci rende, in un certo senso, liberi da condizionamenti ideologici e direttive provenienti “dall’alto” potendoci, pertanto, concentrare solo sulle reali problematiche “di territorio” che ogni giorno affrontano gli Italiani in UK. 

Inoltre, nella nostra lista, come ho detto, abbiamo uno spaccato di tutta l’”italianita’” in UK (pensionati, professionisti della City, ecc.) e, pertanto, potremmo sicuramente, se eletti, rappresentare veramente tutti e nel migliore dei modi.


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Lista Moving Forward
Risponde il delegato di lista Andrea Pisauro - Capolista: Martina Di Simplicio
Gruppo Facebook: Moving Forward
Twitter: 
Ashtag: 
Blog: http://movingforward2014.uk/category/diario/
Sito Internet: http://movingforward2014.uk
Email di lista: info@movingforward2014.uk

Abbiamo una visione chiara e dei progetti precisi. Non abbiamo rendite di posizione da difendere ma solo entusiasmo da infondere. Siamo nuovi emigrati convinti di poterci occupare anche dei vecchi e un po' diffidenti che il contrario sia possibile. Siamo seri, determinati e animati da ideali forti.

Britaly needs to be #MovingForward and it will!

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Lista Siamo Italiani
Risponde Ezio Luigi Fabiani - Capolista
Twitter: @siamouk
Ashtag: #SiamoItalianiComites
Blog: http://siamoitaliani.info/blog/
Sito Internet: http://siamoitaliani.info/
Email di lista: siamoitaliani@safe-mail.net

Perché siamo gli unici che abbiamo capito cosa sia il COMITES!

Siamo gli unici che non dividiamo la comunità in tipologia e parliamo di Sistema Paese. 

Inoltre il capolista ha nove anni di esperienza in Ambasciata e quindi possiamo dire che noi conosciamo bene i meccanismi di funzionamento della rappresentanza presso le istituzioni e siamo pronti a metterlo a frutto per il bene della comunità Italiana di Londra e dintorni.

lunedì 23 marzo 2015

Rinnovo Comites: riammessa la lista "Moving Forward"

Le elezioni dei Comites del 17 aprile 2015 vedranno scendere in campo anche la lista di ispirazione di sinistra/centrosinistra "Moving Forward". 

La lista "Moving Forward – Democrazia Bene Comune" è stata infatti riammessa alle elezioni da un’ordinanza del TAR del Lazio (vedi comunicato).

La lista era stata esclusa a seguito di un ricorso su ipotizzate irregolarità su una firma. Adesso la decisione del Tar di annullare il provvedimento di esclusione di Moving Forward e riammetterla alle votazioni.

Tra i commentatori che masticano di politica si sottolinea come sia prassi tra chi presenta le liste raccogliere almeno una ventina di firme oltre la soglia minima così da evitare di incappare in brutte avventure come questa per una sola firma contestata. 

Ad ogni modo, da oggi i giochi tra le quattro liste sono aperti.

domenica 22 marzo 2015

Rinnovo #Comites di #Londra: riammessa la lista “Moving Forward”

La lista Moving Forward – Democrazia Bene Comune è stata riammessa alle elezioni per il Comites di Londra in seguito a un’ordinanza della terza sezione del TAR del Lazio. Ne da notizia la stessa lista, con un comunicato pubblicato nel loro sito web.

giovedì 19 marzo 2015

4. Intervista ai candidati #COMITES di Londra: Che programmi avete a sostegno della vecchia immigrazione?

Continua l'intervista fatta di 12 domande. Le liste sono qui elencate in ordine alfabetico.
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Domanda 4. Che programmi avete a sostegno della vecchia immigrazione, cioè di chi è già qui da anni o è nato qui (seconda generazione in poi)? 






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Lista ItalUk
Risponde Luigi Reale - Capolista
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Twitter: @ItalUK_comites 
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Molto abbiamo già fatto come associazioni e non c’è bisogno delle poltrone per fare le cose, i fatti e la nostra storia come persone dedite all’associazionismo in Inghilterra ne sono testimoni. Di certo però con i COMITES si riuscirebbe ad essere più incisivi, se questi organi saranno fatti funzionare in modo diverso.

Alcune delle cose su cui ci indirizzeremo da subito sono sul fronte della difesa dei diritti ai servizi consolari, il superamento di norme che penalizzano gli italiani residenti all’estero, tramite proposte e soluzioni concrete; nonchè la tutela ad un più idoneo svolgimento delle operazioni di Voto all’estero. Ci adopereremo per facilitare l’accesso ai servizi per i residenti all’estero, con meno burocrazia e rendendo più snelle e facili le pratiche; cercando in ‘primis’ un linguaggio idoneo ad un utenza eterogenea. 

Il rinnovo dei passaporti, come già si è fatto, è un punto cruciale da affrontare. In particolare con la dotazione delle macchinette, per il rilevamento dei dati biometrici, date alle figure onorarie per eliminare onerosi e lunghi viaggi ed il macchinoso sistema di prenotazione on-line.

Punto focale per avere un servizio più rapido ed efficiente sarà chiedere, compatibilmente con i disposti legislativi, di dotare il Consolato Generale di Londra di ulteriore personale, assunto in loco, addetto al disbrigo delle pratiche amministrative. È incredibile come in Italia si possa credere che poco più di 30 persone possano servire realmente oltre ½ milione d’italiani in Inghilterra, quello che si fa è già eccezionale. Parallelamente bisogna snellire la burocrazia per le pratiche pensionistiche; assicurare procedure compatibili con la realtà amministrativa inglese, che ne facilitarebbe l’accesso; bisogna supportare enti ed associazioni, che svolgono servizi utili e reali a favore degli italiani all’estero in questo settore.

Rivolto un pò a tutti, ma in particolare alle nuove generazioni è la promozione, a tutti i livelli, dei tratti culturali tipici per cui una persona si definisce italiana: la cultura, che poi rappresenta il filo diretto con il sentirsi o riconoscersi italiani e su cui gli inglesi tanto ci ammirano. Le arti figurative, la musica, il cinema, l’architettura, la gastronomia sino al design, la moda e molto altro, bisognerà impegnarsi a promuovere e sostenere ogni iniziativa rivolta a celebrare o meglio far conoscere, sponsorizzare la nostra cultura, una grande ricchezza per tutti.

Una grandissima risorsa poi è l’insegnamento della lingua italiana, rivolta ai ragazzi d’origine italiana. Occorre tutelare e garantire la qualità dei corsi di lingua, che costituiscono un legame fondamentale fra le nuove generazioni e la cultura italiana stessa. Promuovere l’insegnamento della lingua italiana sostenendo la cooperazione, con le istituzioni inglesi, al fine d’offrire anche più opportunità lavorative per gli operatori italiani; con l’obbiettivo di porre l’italiano come seconda lingua ad un livello paritario rispetto alle altre lingue straniere nel sistema scolastico inglese.

Dovremo poi impegniarci per incentivare di conseguenza le iniziative per la pubblicazione di libri di testo, per l’insegnamento della lingua italiana come seconda lingua, in relazione ai programmi scolastici in vigore nelle scuole inglesi.

Per una più marcata funzionalità e operatività territoriale, riteniamo utile informare gli enti e le associazioni culturali, che costituiscono ad oggi parte integrante e principale veicolo di promozione della lingua e cultura italiana, sulle opportunità di partnership e collaborazione. Incoraggeremo pertanto il mantenimento della cultura ed identità italiana, in senso esteso, tale però da comprendere anche quella italofona. Una ricchezza, quest’ultima, spesso sottostimata, frutto positivo dell’incrocio tra due culture.

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Lista Mani Unite
Risponde il delegato di lista Avv. Alessandro Gaglione - Capolista: Padre Giandomenico Ziliotto
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Tra i nostri candidati ci sono persone che sono in UK da 50 anni e, pertanto, ben conoscono, anche per aver lavorato per molti anni per Enti Istituzionali Sociali Italiani, la realta’ della “vecchia” emigrazione. In particolare ci battiamo per un decentramento dei servizi consolari (in modo da evitare, specialmente alle persone anziane, faticose e costose trasferte a Londra) specialmente in materia di rinnovo dei documenti d’identita’ nonche’ nell’espletamento di pratiche burocratiche presso il Consolato. Inoltre, mentre da un lato riconosciamo che sia giusto che molti servizi consolari siano informatizzati, dall’altro chiediamo la possibilita’, specialmente per le persone anziane, di utilizzare i sistemi tradizionali (posta, telefono, ecc.) per interagire con l’Autorita’ Consolare in quanto, se non si ha dimestichezza con i sistemi informatici (ancorche’ elementari), anche seguire (ad es.) un menu’ di opzioni sulla tastiera di un telefono puo’ diventare ostico!

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Lista Moving Forward
Risponde il delegato di lista Andrea Pisauro - Capolista: Martina Di Simplicio
Gruppo Facebook: Moving Forward
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Sito Internet: http://movingforward2014.uk
Email di lista: info@movingforward2014.uk

Da un lato, il Comites deve assicurarsi che le modalità dei servizi offerti dal Consolato siano chiare e fruibili in modo semplice da tutti. Dal rinnovo dei passaporti alle pratiche per il riconoscimento della cittadinanza, i nostri rappresentanti al Comites saranno a disposizione per spiegare e snellire le procedure, istituendo uno sportello del cittadino, che sarà possibile contattare per email ma anche per telefono a orari consoni, sia in italiano che in inglese.
Dall'altro lato, pensiamo che il Comites debba farsi sentire sul piano politico. L'ondata crescente di euroscetticismo è un pericolo per gli interessi ed i valori di tutta la comunità italiana nel Regno Unito. Crediamo occorra la capacità di una risposta intelligente e autorevole alla retorica populista dello UKIP e sempre di più anche dei Tories. Promuoveremo campagne di opinione della Britalian community e pubblicheremo un rapporto annuale sullo stato dell'emigrazione italiana in UK: dati e numeri sul contributo economico e sociale di Britalians vecchi e nuovi che saranno molto utili a rispondere alle intemerate di Farage.

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Lista Siamo Italiani
Risponde Ezio Luigi Fabiani - Capolista
Twitter: @siamouk
Ashtag: #SiamoItalianiComites
Blog: http://siamoitaliani.info/blog/
Sito Internet: http://siamoitaliani.info/
Email di lista: siamoitaliani@safe-mail.net

Non abbiamo dei programmi definiti per vecchia e nuova emigrazione. Noi abbiamo un programma per l’intera comunità italiana. In realtà le ondate migratorie han tutte le stesse esigenze: dal vecchio emigrato che non riesce a farsi il passaporto fuori Londra o puoi avere il Ventenne che arriva e finisce nel circuito sbagliato ed ha tanto bisogno tanto quanto la vecchia migrazione.

Noi non condividiamo il dividere la migrazione per tipologie di migrazione (vecchia, nuova). Pensiamo sia da indirizzare come un insieme: la comunità italiana nella zona consolare di Londra! Credo sia ipocrisia dividere la società in gruppi ed ad ogni gruppo dare un contentitno.

Essenzialmente il nostro programma si divide in tre punti:

1 – Ristrutturare lo Statuto del COMITES. Si tratta di un ente pubblico con uno statuto di diritto privato per cui urge fare delle aggiunte che riguardano il contesto di Londra. Qui c’è un certo giro di affari che riguarda le aziende italiane (attraverso l’Agenzia del Commercio – ex ICE, con iul ramo economico dell’Ambasciata, con le camere di commercio). Urge mettere nello statuto si deve mettere che possiamo anche occuparci della connotazione economica della popolazione residente, con 150mila residenti che ne fanno la seconda città italiana nel Mondo dopo San Paolo in Brasile). Ci sono molti militari qui, oltre che aziende, banche etc..

2- Creare dei comitati tematici che coinvolgano la società civile su tre filoni: 1) attività produttive, 2) attività culturali e 3) attività istituzionali. Almeno una volta all’anno tutti i rappresentanti della società italiana devono trovarsi assieme per fare il punto sullo stato di questi filoni e come fare squadra. Per cui ci sarebbero tre eventi all’anno distinti sulla base di questi filoni.

3- Creare il Punto d’Ascolto per i Servizi Consolari: il monitoraggio dell’attività consolare che raccolga le critiche costruttive di chi utilizza i servizi consolari e poi li canalizzi alle autorità consolari al fine di migliore il servizio.