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lunedì 5 marzo 2018

Elezioni Politiche 2018: Risultato Catartico per chi ha una fede liberale in Italia

I risultati delle elezioni sono andati come tutti ce l'aspettavamo (a meno che non siate fuori dal mondo). Detto questo, è un ottimo risultato per i liberali italiani nella stessa misura in cui non andare ai mondiali di Russia è catartico per la nazionale di calcio: si riparte da zero e si risorge. Tabula rasa.
Il M5S deluderà entrò 3 anni (sebbene farà un altro buon risultato alle Europee del 2019). Berlusconi è fuori dai giochi (per età, non a caso ha fatto poca piazza in campagna elettorale). Si dovrà sfruttare la delusione e ripartire dagli imprenditori che esportano e non vivono di sussidi della politica, dai professionisti, dai manager aperti al mondo e dalla piccola borghesia produttiva.
Qualcosa nascerà. Spero presto.
PS il problema strutturale italiano è che si crede all'uomo della provvidenza di turno (Berlusconi, Renzi, Salvini etc.) piuttosto che alle idee fondamentali di un'area politica. Sarà dura pertanto proporre nuove offerte politiche senza un personaggio trainante. Purtroppo.

venerdì 1 aprile 2016

Governo Renzi: si dimette la Guidi (ex Confindustria) per un'intercettazione che fa emergere i conflitti d'interesse


1 Aprile 2016 ...
I conflitti d'interesse in Italia non solo non sono un peccato mortale, ma neppure sono considerati un peccato. Anche per questo il Paese affonda ed è incanalato sulla via del declino. Così per "conflitti d'interesse" non si dimette mai nessuno nè, a prescindere, si evita di dare certi ruoli a chi ne è soggetto.

Quando Federica Guidi, ex presidente dei Giovani di Confindustria, gradita al Berlusconi politico, divenne ministra dello sviluppo economico nessuno ebbe nulla da dire. La telefonata intercettata per un'inchiesta legata al suo fidanzato e poi resa pubblica, ha fatto emergere come il problema del conflitto d'interessi e dell'opportunità politica di certe scelte sia e continui ad essere un problema italiano. Il peggio è che viene fuori sempre per caso accidentale e non perchè il Premier di turno si fosse posto il problema dei conflitti d'interesse.

Nelle intercettazioni vengono citati i fratelli Pittella (Marcello e Gianni). Gianni è vice presidente del Parlamento Europeo (del Partito Democratico) che già finì nel turbinio del ludibrio per il suo inglese maccheronico...

lunedì 29 febbraio 2016

Bologna la rossa... e le raccomdazioni politiche per avere una casa popolare


PANICO IN STUDIO: EX ASSESSORE DI BOLOGNA FA UNA DENUNCIA GRAV...
PANICO IN STUDIO: EX ASSESSORE DI #BOLOGNA FA UNA DENUNCIA GRAVISSIMA IN DIRETTA. IL CONDUTTORE STENTA A CREDERCI. NELLA "CIVILISSIMA" BOLOGNA A GUIDA #PD DA SEMPRE. CAPITO??? GUARDATE E DIFFONDETE.
Posted by Gianmatteo Ferrari on Tuesday, 16 February 2016

venerdì 5 febbraio 2016

Perché i nostri europarlamentari non se li fila nessuno?


Perché i nostri europarlamentari non se li fila nessuno?
Posted by Linkiesta.it on Thursday, 4 February 2016

giovedì 21 gennaio 2016

Sentite cosa diceva Renzi nel 2014 sul prezzo della benzina...



Sentite cosa diceva Renzi nel 2014 sul prezzo della benzina... Oggi il prezzo del petrolio è 28,74 dollari al barile. Bassissimo ma pensate, in giornata è persino sceso sotto i 28 dollari, precisamente ha toccato 27,67 dollari al barile. Non succedeva dal 2003!Ebbene in quanti si staranno domandando “perchè se il petrolio costa così poco la benzina è così cara?”. Fermo restando che occorre pensare alla costruzione di una società sempre meno dipendente dal petrolio (l'età della pietra non è mica finita per assenza di pietre) c'è da dire che lo Stato strozzino applica tasse vergognose sulla benzina. Quelle tasse che il "Premier non eletto da nessuno" promise di “razionalizzare” entro il 2014!
Posted by Alessandro Di Battista on Monday, 18 January 2016

mercoledì 16 dicembre 2015

Gli investimenti sfortunati della Serracchiani: una nostra ipotesi sulla sua perdita di 18mila euro dalle Azioni della Banca Popolare di Vicenza

La Banca Popolare di Vicenza è una delle banche popolari al centro dell'attenzione dei media da ormai diversi mesi. Qualche tempo fa i soci si son accorti che avevano difficoltà a vedenre le azioni, difficoltà che è presto diventata impossibilità. La botta è arrivata quando ad aprile 2015 il valore delle azioni è passato da 62.50 € a 48.00 €. Da ricordare che per le banche non quotate come la Popolare di Vicenza, il valore delle azioni è determinato da una perizia di un esperto esterno e convalidata dall'assemblea dei soci.

Non entriamo qui nella polemica sulla (il)logicità di un processo di valutazione del valore del titolo azionario e sul voto capitario (una testa un voto) che caratterizza le assemblee delle banche popolari e lasciamo al lettore articoli sul malessere degli azionisti (es. "La crisi delle banche a Nordest, risparmi a rischio per ventimila friulani" Con il congelamento delle azioni intere famiglie in difficoltà. Oltre
800 richieste d’aiuto allo sportello di Federconsumatori, e "Banche, la rivolta dei risparmiatori friulani").

Parliamo invece di quanto dichiarato dalla presidente della regione Friuli Venezia Giulia nonchè vice segretatio del Partito Democratico nazionale, Debora Serracchiani: "Ho perso 18mila euro in Pop Vicenza". Secondo il Fatto quotidiano del 7 dicembre 2015 "La governatrice del Friuli Venezia Giulia riferisce di aver visto andare in fumo soldi propri e del marito investiti in titoli della popolare vicentina “in cambio” di un finanziamento per l’acquisto di una casa". 

La sua dichiarazione e le immediate reazioni si possono trovare qui: google

Quello che a noi preme è capire la capacità di giudizio di un amministratore pubblico. Per questo abbiamo cercato di capire di più, sempre sulla sola base delle dichiarazioni rese al pubblico dalla Serracchiani.

In pratica, ci viene detto che la presidente ha comprato un numero X di azioni della Banca Popolare di Vicenza al valore di 62.50 € cadauna al fine di diventare socio della banca e quindi avere accesso ad un tasso migliore per il mutuo che stava aprendo.

Al che, sorge la domanda n.1: dopo mesi che negli ambienti imprenditoriali friulani si ventilavano già sospetti sullo stato della Popolare di Vicenza, come mai è andata proprio lì a chiedere un mutuo? Non sentiva le voci che giravano tra i friulani al riguardo della banca? Non ha avuto dei consiglieri che per amicizia e stima personale le avessero dato delle dritte sui mutui offerti dalle banche della zona?

Quindi la domanda n.2 sull'entità dell' "investimento". Diamo per buona l'idea che uno diventa socio per avere un mutuo a tasso migliore. E vaben. Però, a quel punto, uno compra il pacchetto MINIMO di azioni per diventare socio e si ferma li. Secondo quanto menzionato in questo articolo del Messaggero Veneto "...dal 2013 in poi alla Vicenza facevano sottoscrivere un taglio minimo di 100 azioni a un valore di 62,50 euro ad azione, in tutto 6.250 euro".
Ora, se la Serracchiani avesse fatto una mossa cauta ed avesse acquistato solo il taglio minimo, avrebbe pagato le 100 azioni 6.250 euro; ora le azioni valgono 48.00 euro cadauna quindi avrebbe perso 1.450 euro (6.350 - 4.800), una perdita minima.
Perchè ha invece perso 18mila euro?!? Usando la semplice matematica e facendo il calcolo a ritroso, la spiegazione che ci siamo dati è che abbia comprato fin da subito 1.240 azioni per un valore di 77.500 euro (1.240 x 62.50€). Ad Aprile le azioni sono scivolate a 48.00€ e quindi le sue 1.240 azioni valgono 59.520 euro (1.240 x 48.00 €). Ergo: 77.500 € - 59.520 € = 18.000 € persi. 

Se uno compra 1.240 azioni di una banca non quotata, per di più con problematiche che già da tempo erano sulla bocca di tutti, anziché fermarsi (eventualmente) al taglio minimo (100 azioni), noi personalmente e mestamente, ci lascia perplessi.

PS e ci si attende un crollo del valore delle azioni a probabilmente 12.00 € in primavera (il che, se i nostri calcoli di cui sopra cono corretti, farebbe perdere alla Serracchiani qualcosa come 62mila euro. Vedremo.

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vedi 7 dicembre 2015
Debora Serracchiani: «Anch’io vittima delle banche, sono furibonda»
Il vicesegretario del Pd in un’intervista a «Libero»: «Io e mio marito abbiamo perso 18mila euro». Sull’intervento del governo dice: «È stato fatto meglio che altrove»

lunedì 14 dicembre 2015

Sul caso banche la responsabilità e l'ipocrisia dei partiti (ed in particolare del PD)

Dal blog di Beppe Grillo del 14 dicembre 2015 si estrae questo post sul caso delle quattro banche del Centro Italia oggetto di un intervento del governo: "Ai telegiornali non toccate la Boschi" (tra le Banche c'è Banca Etruria dove per 9 mesi, fino al commissariamento della banca, era stato vice presidente il padre della ministra Boschi.

Pur non condividendo in toto quanto scritto, condividiamo lo spirito che sottolinea l'ipocrisia imperante di chi sta sempore col carro che vince. 

Aggiungiamo la segnalazione a riflessioni articolate dal blog NoiseFromAmerika:
E per chiudere, un post di Facebook di un utente che ci pare riassuma degnamente la situazione della commistione tra politica (di gnorri) e banche (di gnomi): 

BANCA MARCHE: L’IPOCRISIA delle FONDAZIONI e dei POLITICI
Gli azionisti della ex Banca Marche:
Fondazione Carima (C.R. della Provincia di Macerata): 22,51%
Fondazione C.R. Pesaro: 22,51%
Fondazione Carisj (C.R. Jesi): 10,78%
Fondazione Carifano (C.R. Fano): 3,35%
Intesa Sanpaolo S.p.A.: 5,84%
Altri azionisti: 32,27%
Azioni proprie disponibili: 2,74%
Ossia, da sole, le fondazioni i controllano il 59,15% di BM e con Sanpaolo e disponibili, arrivano a 67,73%.
Come sappiamo le fondazioni sono gestite dalla politica, che ha sempre designato gli amministratori delle Banche con vari metodi salvo quello della Professionalità; 
e queste fondazioni sono tutte gestite dal PD!
Es.
Chi è sindaco di Pesaro o Presidente della Provincia, in automatico è anche consigliere di Fondazione Cassa risparmio Pesaro (una delle principali azioniste di BM)
Matteo Ricci (PD): attuale sindaco di Pesaro, e stato fino al 2014 anche Presidente della Provincia. Ora è anche Vice presidente del PD e dell’ANCI.
Luca Ceriscoli (PD): attuale presidente della Regione, e stato negli ultimi 10 anni Sindaco di Pesaro
Oltre al danno, le 130mila famiglie si devono subire anche l’ipocrisia delle Fondazioni, che addirittura si vogliono spacciare per parte lesa, e dei Politici che per anni si sono approfittati di questa situazione visto che le Fondazioni sono i primi investitori sui politici stessi (non sulle Banche che sono e rimangono sottocapitalizzate) e primo luogo dove ‘parcheggiare’ gli stessi politici con lauti stipendi.
Finché non si toglieranno le Fondazioni dalle fauci dei politici poco cambierà nel sistema bancario Italiano e i danni (e le tragedie familiari) ci saranno ancora in futuro.
Le fondazioni e soprattutto i politici non devono fare i Bancari, o ci saranno sempre danni.
Ricordiamocene quando ritorneremo a votare.
R

lunedì 9 novembre 2015

I debiti dei Ds saldati dallo Stato debiti dei Ds saldati dallo Stato

I debiti dei Ds saldati dallo Stato: Una legge obbliga a coprire 107 milioni per i bilanci in rosso della vecchia «Unità»

Non perdetevi la storia di come l'Unitá si sia vista pagari i milioni di debiti dalle tasche del contribuente. Si parla di oltre 107 milioni. 

Il tutto grazie ad una leggina dell'allora governo Prodi.

Girovalzerismi: il PD con Orfini sulle dimissioni di Marino da sindaco di Roma (prima e dopo)

La trasmissione radiofonica di radio 24 "La Zanzara" a inizio Novembre 2015 non ha mancato di mandare in onda l'audio di qualche mese fa con il plenipotenziario del PD a Roma, il commissario del partito Orfini, sosteneva che volere le dimissioni di Marino da sindaco di Roma significava... «Cacciare Marino è la linea della Mafia». 

Pochi mesi dopo, Orfini, a nome del PD chiede le dimissioni di Marino.


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Vedi
Il game over di Marino, il tilt di Orfini. Renzi presenta il conto e rottama Roma



Potrebbe interessarti:http://www.romatoday.it/politica/dimissioni-marino-8-ottobre-2015.html
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giovedì 22 ottobre 2015

mercoledì 7 ottobre 2015

Amarcord: Votazioni sui vitalizi (da Report del 2013)


CONDIVIDI SUBITO - Prima che lo censurano. Rialzati Italia
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Posted by Rialzati Italia on Venerdì 10 maggio 2013

sabato 18 luglio 2015

Partito Democratico: Raciti e il caso Crocetta (il cui medico gli disse: «La Borsellino va fatta fuori come il padre»): «Non ci sono ragioni per interrompere legislatura»

Il caso era nato da questa intercettazione: Il medico a Crocetta: «La Borsellino va fatta fuori come il padre».


Intercettato al telefono il chirurgo Matteo Tutino, parla di Lucia, la figlia del magistrato ucciso da Cosa Nostra usando queste pesantissime parole. E il presidente della Regione Sicilia, dall'altro capo del telefono, ascolta e tace.

giovedì 2 luglio 2015

Regione Campania, il Tribunale civile accoglie il ricorso di De Luca

Berlusconi s'é visto applicare la legge Severino per cui ha dovuto dimettersi da parlamentare. De Luca invece non vedra' la legge Severino applicata al suo caso.

LEGGE SEVERINO

Campania, De Luca può insediarsi|Foto
FI: «Severino vale solo per Berlusconi»

Il tribunale di Napoli ha accolto il ricorso d’urgenza
degli avvocati del neo presidente della Regione. Che può nominare la sua giunta. Lui: «Ripristinata la volontà popolare, ora al lavoro con rigore spartano»
Ira centrodestra: «Ecco l’unica legge ad personam». Brunetta: «Riabilitate Silvio e chiedetegli scusa»
VIDEOSTORIA